Poi smette



Al telefono con mio papà.
- Pronto?
- Ciao tesoro, come va oggi?
- Insomma, mi sembra che ogni giorno diventa un po' più grande, e rompe un po' di più.
- Certo, anche tu facevi così. Poi hai smesso… a 18 anni.

Perfetto! Mancano solo 17 anni, 11 mesi e tre giorni, che vuoi che sia.

Postini sull'orlo di una crisi di nervi



Vedo un motorino delle poste parcheggiato sotto casa e un ragazzo giovane giovane con la faccia simpatica.
- Buon giorno, è lei il postino? -
- Si, sono nuovo. -
- Scusi, non so se posso chiedere a lei... È che sono abbonata a una rivista e da qualche settimana non mi arriva più. -
- Non me ne parli, è un disastro! Un mese fa quella che faceva questo giro, la bionda, se n'è andata e non l'hanno sostituita. Non può capire che macello! Non ha consegnato niente nessuno e poi hanno mandato me, che sono nuovo. È il panico, deve vedere che arretrati, ho dovuto ricominciare dalle raccomandate. - alza la voce - Trovo raccomandate di fine agosto! Io non ci dormo la notte, non mangio più e la gente è incavolata nera. Fanno bene, ma io sono precario, se questi protestano a me mi lasciano a casa, e poi come faccio? - quasi piangendo - Ma è vita questa? -
- Coraggio! Non faccia così, vedrà che riuscirà a consegnare tutto senza problemi. E poi per la mia rivista non è grave… tanto con la bambina ho pochissimo tempo per leggere. Se la ricevo o no, in fondo, è quasi lo stesso. -
- Comunque se mi dà il suo nome e il titolo della rivista gliela vado a cercare e gliela porto. -
Gentile e paranoico, il postino sclerato è il nuovo degno acquisto del nostro quartiere.




Ps Le esplorazioni con Piccolé si estendono. Siamo arrivate a piedi quasi al fiume con un coraggio da vere pioniere. Lei è sempre più grande, una gigante. A meno di un mese è dovuta passare dalla culla al lettino, se va avanti così tra un po' mi si mangia tutta intera.

* Foto di Martina

Come Thelma & Louise




A. è ripartito. Prima o poi doveva succedere che tornasse a Milano. Sarebbe stato solo per tre-quattro giorni e io ero determinata a godermi un po' di solitudine con Piccolé facendo cose da ragazze. Non è andata proprio secondo i miei piani.

Domenica sera, mentre A. era ancora in treno verso il Nord, io piena di ottimismo gli scrivevo: - Oggi è stata bravissima, chissà se sente che la sua mamma ha un po' paura e ha bisogno di lei. A volte mi sembra così "saggia" -. Quattro ore dopo (alle 2 e mezza di notte) sbandavo per casa con la piccola in braccio nella sua migliore interpretazione della scimmia urlatrice.

Lunedì alle 17 ero decisa a portarla al parco. Ho montato l'ovetto sulla macchina, caricato la pupa e premuto l'acceleratore. Alle 17.02 ero tornata al punto di partenza con una bambina-peperone accanto; aveva urlato così tanto nel primo isolato che abbiamo ripiegato su una passeggiata a piedi nel quartiere.

Martedì finalmente sono riuscita a combinare qualcosa secondo i progetti. Sono andata a fare shopping con Piccolé ed alcune amiche (ho anche trovato un fantastico lettino Stokke di occasione). Poi sono tornata a casa e mi sono arresa di fronte all'ennesima colichetta della bambina: ho chiamato la mamma (la MIA mamma).

Oggi l'obiettivo è ambizioso: andremo all'università per la laurea di una mia amica. Non oso immaginare cosa succederà. L'ultima volta che siamo uscite siamo rientrare coperte di cacca gialla esplosiva io, la bambina e tutto quello che era con noi dalla mia borsa alla fascia porte-enfant. Immagino che prima o poi ci prenderò la mano…


ps Tanti auguri a Piccolé. Oggi compie tre settimane. E stasera… torna papà!




Operazione verità - Il post parto o i 20 giorni dell'Apocalisse





I 20 giorni dell'Apocalisse sono quasi finiti. Ora dovrebbe iniziare la parte più facile del puerperio, o almeno così promette Francesca, l'ostetrica che in queste prime tre settimane dopo il parto ci ha fatto da guida, oracolo e soprattutto "genio della lampada" risolvendo dubbi, problemi e crisi di panico.

Nessuno mi aveva preparato a cosa sarebbero stati questi giorni e riflettevo con un'amica che forse è il caso di fare un'operazione "verità". Si dice sempre (molto pudicamente) che la neomamma è "stanca" ma non è solo quello. Di solito:

- Ha dei punti sulla patata che le rendono molto difficile stare seduta e camminare (e a volte anche stare sdraiata). Non si riassorbiranno che dopo settimane.
- Prova ad allattare anche se ha delle ferite sui capezzoli che non le fanno male solo se sta con le tette all'aria. Il suo seno è gonfio, dolorante e sgocciola latte come una tubatura rotta.
- Ha grosse perdite di sangue che possono durare anche 40 giorni (praticamente recupera in una volta sola tutto il ciclo che non ha avuto in 9 mesi).
- Le fanno male le ossa della schiena e del bacino come se ci fosse passata attraverso una persona (ah, già, ci è passata attraverso una persona).
- Andare in bagno per lei è a dir poco complicato, probabilmente prende dei lassativi e potrebbe avere anche le emorroidi.
- È vittima di una tempesta ormonale come nemmeno una mucca pazza: è tanto felice, poi ha voglia di piangere per ore e senza motivo.
- Non avrebbe mai immaginato che sarebbe rimasta così grossa.
- Ha tanto tanto tanto sonno ma tra poppate notturne e pensieri non ha mai dormito così poco.

Noi direi che ce la siamo cavata. Piccolé ha proprio un buon carattere (lo ha detto pure il nuovo pediatra) e siamo stati abbastanza tranquilli, limitando il più possibile l'invasione di parenti e amici in festa. Ora piano piano si ritorna alla normalità, pronti ad aprire le danze.

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L'addestratrice tedesca


All'inizio sembrava una buona idea, sempre meglio che continuare a girare alla larga dalla bilancia e a farle le boccacce se mi sfida a pesarmi. Mi piacerebbe tornare in forma presto e quando le ragazze del corso preparto hanno iniziato a parlare di fare un po' di sport insieme immaginavo scorrazzate con Piccolé in un parco ridacchiando e spettegolando con le altre mamme. Forse ho detto di sì troppo in fretta. 

La tedesca, infatti, ha preso in mano la situazione e ha detto che sarà lei il nostro coach. Continua a mandarci foto di manuali di fitness teutonici in cui mi sembra di vedere riferimenti neonazisti: la mamma accenna a un saluto a braccio teso fin dalla copertina mentre un arianissimo bebè fissa l'orizzonte con sguardo volitivo. Poi ha iniziato a manifestare impulsi sadici in chat, è arrivata a scrivere: - La musica per l'allenamento saranno i pianti dei nostri topini! ;) -

Mi fa paurissima, anche nella faccina sorridente del suo messaggio vedo un ghigno minaccioso. Ed è sempre più difficile accampare scuse per sottrarmi, la mamma ipercattolica ha detto che quando farà freddo potremo allenarci in parrocchia da lei e che, siccome i bambini verranno con noi, allattarli e cambiarli non sarà un problema, potremo farlo tra un esercizio e l'altro. S.O.S. qualcuno venga a salvarmi.



ps Sempre in tema di bellezza e vanità, ieri ho scoperto (in una delle mille visite in farmacia da brava mamma ipocondriaca) che esistono delle creme cosmetiche al "veleno naturale di api", roba da streghe vere. Ancora di più perché sull'etichetta c'è scritto che il siero viene estratto senza nuocere in alcun modo agli animali. Sono due giorni che mi domando come possono farlo, secondo me chiamano Malefica.

Dimmi come allatti e ti dirò chi sei



La mia trasformazione in un ciuccio gigante è quasi compiuta. Sono felice di allattare ed è bello vedere Piccolé crescere di giorno in giorno al mio seno, ma ancora non mi sento molto a mio agio in questa versione "mucca". Lei mangerebbe sempre - solo nella prima settimana ha preso mezzo chilo! - e io mi sento un po' svuotata. Intorno, invece, vedo mamme molto sicure di sé e del loro stile di allattamento.

Mamma fondamentalista - Per lei allattare al seno è una missione di OGNI donna e assolutamente fondamentale per dare il meglio ad OGNI bambino. E' pronta a scendere in piazza per un flash mob a seno nudo per promuovere l'allattamento di cui si sente un'ambasciatrice davanti alla società e alle mamme che non vogliono o non possono allattare.

Mamma fetish-chic - E' perfettamente a suo agio con le tette all'aria, soprattutto se sfoggia scintillanti copricapezzoli in argento (vedi foto). Questi sono una meraviglia contro i morsi dei neonati e le ragadi, ma decisamente imbarazzanti, se non si è fan sfegatate dello stile di Madonna negli anni 90. Questo è il caso della Mamma fetish, che riesce a cogliere un lato sexy (un po' bondage) anche nei mutandoni a rete e nei pannoloni post parto.

Mamma sportiva - Con un braccio tiene il bimbo al seno, con l'altro gira la pasta, intanto parla al telefono e controlla l'agenda. Non so come faccia, ma è un vortice di attività e tutto sembra incastrarsi alla perfezione.

Mamma Hi tech - Conosce e ha provato ogni modello di tiralatte, ogni tipo di biberon e tettarella e ogni posizione di allattamento. Può discutere per ore e senza confondersi dei vantaggi della presa a pallone da rugby, di quella incrociata o dell'allattamento da sdraiata.

Io al massimo sono
Mamma peciona - La contraddistinguono le macchie che si accaniscono su di lei e i suoi vestiti dall'attimo dopo la doccia. Si riconoscono macchie di latte, della pomata salva-capezzoli alla lanolina, dell'olio di mandorle per il babymassaggio, della tintura di calendula per i punti, ma ci sono anche macchie non meglio identificate e probabilmente finora sconosciute all'umanità per forma, dimensione e resistenza ai detersivi.


ps Qualcuno per favore convinca A. a non attaccarsi Piccolé al naso che me la confonde. - Ma ciuccia così bene! - protesta, quando gli dico di piantarla.


Nel vasto mondo




Erano giorni che scrutavo la mappa di Roma alla ricerca del Luogo perfetto. Ieri finalmente sarei potuta uscire con Piccolé e dove potevo portarla? Il primo pensiero era stato il Giardino degli aranci, sopra il Circo Massimo, con il profumo degli agrumi e la vista su tutta la città. Oppure lungo l'Appia Antica dove si fondono campagna e antichità o a villa Pamphili, dopo tutte le volte che ci siamo andati con A. in questa estate di attesa. Sarebbe andato bene anche il giardinetto dietro casa dei miei, sotto gli ombrelloni dei pini.

Poi ci ho messo più del previsto a riprendermi dal parto, ancora alla notte mi sveglio che batto i denti e tremo per una violenta calata di latte (pare che sia "normale") e i punti non mi permettono di fare molta strada a piedi. Poi A. ha dovuto lavorare e, quando è tornato, è crollato addormentato accanto a noi due che già ronfavamo e così si sono fatte le sei. Che fare, rimandare tutto a domani?

Abbiamo deciso di uscire lo stesso, inseguendo gli ultimi raggi di sole. Abbiamo portato Piccolé in trionfo dal meccanico egiziano Abramo, che si è quasi commosso, e poi dalle fornaie chiacchierone facendo lo slalom tra i lavori stradali e le macchine in doppia fila. La nostra vera meta però era la birreria di quartiere, dove ci siamo seduti ai tavolini all'aperto e ho bevuto la prima media chiara - da quasi nove mesi - nel nostro primo happy hour con Piccolé. Lei dormiva beata. Ecco, forse non sarà stata un'uscita epocale, da ricordare, ma è stato il primo ritorno a una parvenza di normalità e ci è proprio piaciuto.



ps Oggi era santa Sara e (prima di decidere che a me la moglie di Abramo non è che mi piace tanto per quella storiaccia dell'abbandono nel deserto della schiava Agar e del figlio Ismaele) ho fatto la prima torta per la bambina, una tarte tatin alle mele. Poi ho pensato* che, se proprio Piccolé deve festeggiare un onomastico, può essere il 24 maggio, la festa di Sara la Nera, la protettrice dei gitani e di chi è senza casa (sembra che pure Vinicio le abbia dedicato una canzone).

*A. si dissocia platealmente da quest'ultima riflessione.



Favole al telefono ai tempi di WhatsApp



Piccolé compie oggi una settimana e fervono i festeggiamenti Dangefò. Intanto su WhatsApp...

Gruppo LeZiette
P - E' troppo troppo troppo bella!
C - Le ho appena letto la sua prima storia. L'acciarino di Andersen, un po' splatter ma con il lieto fine.
P - L'acciarino di Andersen!?!?!? Oh santo cielo! Urge fornitura di rivisitazioni della Disney!
C - Altro che Disney, l'edizione integrale illustrata delle favole di Andersen. Tutta vita!
P - E' come per i Grimm, mica puoi dirle che la sirenetta diventa schiuma di mare. I piccoli hanno bisogno di sogni.
C -  Sono storie bellissime e, se proprio le cose si mettono male, cambio il finale.
P -  Puoi dirle che la sirenetta ha lasciato quel gran palle del principe ed e' diventata un avvocato con fatture a tre zeri! ;)
P - Oppure che e' diventata un super avvocato e... Ha sposato George Clooney!
I - Oppure che se la so' magnata all'acquapazza!

ps Stiamo bene, ancora piuttosto fusi dal parto e da tutte le novità, ma innamoratissimi della pupa che sta dando il meglio di sé: mangia, dorme, ride (anche se non dovrebbe esserne ancora capace) e si fa adorare da tutti.


* Disegno di Fabian Negrin per L'acciarino da H. C. Andersen, Fiabe e storie, Donzelli.




Trippa-advisor Latteria familiare Dangefò


Nuova recensione inserita dall'utente Piccolé (5 giorni):

Latteria familiare Dangefò

Latte delizioso della migliore qualità, ma che attesa! Giorni e giorni con mini stuzzichini a base di colostro prima di essere serviti decentemente. Poi porzioni fin troppo abbondanti, da annegarci dentro.

Servizio sollecito e affettuoso ma molto imbranato. Sono aperti 24 ore su 24 però mostrano inefficienze, soprattutto nel servizio di cambio-pannolino, nella fascia notturna. Hanno ceduto a questa moda del ruttino, poi, che non convince per niente.

Location ampia e luminosa (rispetto alla precedente esperienza nell'altra struttura gestita dai titolari, La Panza), ma manca una piscina per fare una bella nuotatina e non capisco perché si ostinino a mettere l'ospite nella culla quando si sta tanto bene insieme nel lettone.

Voto: quattro stelle, con GROSSI margini di miglioramento.

Qui comincia l'avventura


E adesso siamo in tre. E' il momento di iniziare un nuovo diario. Le avventure passate con A, Piccolé e gli altri della tribù Dangefò quando la pupa era ancora nella panza le avevo raccontate su 40 settimane (e mezzo) tra nomadismi Roma-Milano, lavori improbabili, amici e viaggi. Pubblico anche qui sotto i primi post per mostrare da dove è partita la nostra piccola carovana, chi può dire dove arriverà?