Baby-influenze pulp



Alla prima vomitatina di Piccolé pensavo di essermela cavata. Avevo calmato e lavato subito la bambina, pulito per terra, disinfettato i giocattoli, avviato la lavatrice con i vestiti macchiati. Dodici ore e sedici conati dopo, alle tre di notte, rimpiangevo quelle energie sprecate. 

Mi si era addormentata in braccio dopo un'ultima esplosione e cercavo di togliermi di dosso almeno il grosso dello sporco, almeno dai capelli, con una salvietta umida, senza svegliarla. Messa a nanna la pupa, fatta la doccia, ammucchiati in balcone alla rinfusa stracci sporchi, vestiti e pupazzi da lavare, ho raggiunto A. a letto.

- A quante volte siamo?
- Con questa 17.
Fa una faccia ammirata.
- 17... Io nemmeno nelle sbronze più epocali sono arrivato a tanto.


Ps Ci siamo addormentati pensando "domani andrà meglio". Poveri illusi! Il giorno dopo sono arrivati anche il febbrone e la diarrea. Così abbiamo scoperto che l'influenza gastrointestinale di un neonato è una delle cose più pulp che si possano immaginare. (Meno male che al lavoro siamo in sciopero perché dopo notti e giorni così potevo diventare veramente pericolosa).

L'utero del mio amico M.


Il telefono del mio amico M. lo informa che il suo utero ha le dimensioni di un pompelmo, i suoi seni iniziano a gonfiarsi, può avere nausee, vomito e una sensazione di malessere generale. No, M. non è un trans in attesa di diventare donna, ma un futuro papà vittima del mammo-centrismo di quasi tutte le app sulla gravidanza.

Le applicazioni per entrambi i genitori o specifiche per neo-papà infatti sono quasi inesistenti, quindi per seguire i progressi del piccolo settimana dopo settimana sullo smartphone tanto vale arrangiarsi.
Alcuni consigli dei programmi per le mamme, in fondo, possono tornare utili anche per lui.

''La stanchezza si fa sentire durante le normali attività giornaliere, ogni tanto prendi delle meritate pause'', per esempio, può adattarsi anche al papà tutto preso a fare il nido per il nascituro. Così come ''qualche cosa sta cambiando nel tuo corpo, i capi di abbigliamento più attillati ti cominciano a stare stretti''. Mi ricordo che, all'inizio della mia gravidanza, A. era ingrassato ben più di me (poi, nelle ultime settimane, sono esplosa e non c'è stata più gara, ma quella è un'altra storia).

                                     

Ps I problemi e i fraintendimenti legati alle app per bambini non finiscono con la nascita, anzi peggiorano. Poco tempo fa, sul telefono di un altro mio amico è comparso l'alert "le principesse ti aspettano". I più maliziosi hanno pensato subito a locali per spogliarelliste o giri di escort, ma era solo l'ultima app scaricata dalla sua bimba (quattro anni) che la invitava a giocare.

Al derby della nido-burocrazia


Tra colleghi, in attesa dell'inizio di una conferenza.
- Era mia moglie, dice che sono uscite le graduatorie del nido.
- Questa si che è una notizia! Proviamo a guardare.
(...)
- Non la trovo sul sito del municipio.
- Dovrebbe essere su quello del comune. Sotto i servizi on line.
(...)
- Ecco la graduatoria!
- Io sto ancora cercando il codice fiscale.
(...)
- Non trovo la password.
- Non ci siamo, non ci siamo, non ci siamo, e sono già oltre la posizione 100. Eccoci: sembra che ce l'abbiamo fatta!
(...)
- Io ancora non riesco a entrare nel sito.

Una mamma e un papà a caso alla prova della nido-burocrazia.
Vince la mamma, sempre.



Ps. Ma ci avete fatto caso ai nomi dei nidi? E’ una cosa che fa uscire matto A.

Ci sono quelli "tu vuo' fa l’americano” come Baby and friends, Bee happy, Kinder happy;
quelli zoologici o agresti tra pulcini, piccoli delfini, mirtilli, girasoli, maggiolini, coccodrilli (molto amati, anche nella versione Cocco e Drilli e Cocco dilli),
quelli multietnici (il nido di Iqbal, Adigrat e simili),
quelli da gay pride (i piccoli arcobaleno),
quelli allucinogeni (la palma va a I talenti del fantasogno),
quelli snob (gli Aristobimbi, Il piccolo principe),
quelli confusi (Ipotesi bimbo? C’era due volte? A me mi piace?),
quello che batte tutti però è Ama Caterinetta (Ama a Roma è l’azienda che raccoglie i rifiuti).


Pps. Non avevo ancora finito di esultare per avere un posto al nido - per una volta essere "pendolari" sulla Roma-Milano gioca a nostro favore - che mi è salito un magone. Ma Piccolé è piccola... Io spesso inizio a lavorare tardi e il mattino è il momento più bello che passiamo insieme, e a lei piace ronfare nel suo lettino. Niente da fare, sono incontentabile.


L'ultima tirata di baffo



Lo aveva salutato due giorni prima, quando eravamo in partenza per Roma, con una tirata di baffo di quelle forti. Il nonno era rimasto a letto perché era molto debole negli ultimi tempi, ma aveva riso.

Avevamo parlato del prossimo viaggio, rigorosamente sulla sua macchina, di andare al mare, di tornare in quel ristorante al porto, dell'azienda di A. (che poteva contare di un "direttore amministrativo" degno di una grande impresa), dei nostri sogni e dei dubbi per il futuro. Non avevamo capito di non avere più tempo.

Forse solo Piccolé un po' se lo sentiva e continuava a girargli tra le gambe fragili, come un gattino. Una perdita così grande per una bambina così piccola.

Mini-inviata (molto) speciale all'Expo



Babababa pa pa aaaah ba...
Traduttore Piccolé - italiano attivato.
All'Expo io ci sono già stata. Ci sono andata con mamma e con la nonna nordica in treno - che è sempre un'avventura - un giorno che papà era al lavoro a Milano.

È stato così emozionante il viaggio in treno che quando siamo arrivate mi ero appisolata un attimo e ho perso il padiglione zero - peccato perché con l'atmosfera incantata, l'albero gigante e tutti gli animali mi sa che mi sarebbe proprio piaciuto.



C'era tantissima gente all'Expo ma i bambini possono saltare le code e così siamo riusciti a vedere un sacco di cose. Abbiamo preso una navetta e siamo scese all'albero della vita che è piccolo e tristanzuolo ma circondato da sedie-trottole rosse da cui non sarei più scesa.                                    


Poi abbiamo visto il padiglione Italia - qui il mio passeggino ci ha permesso di saltare una fila di due ore e mezza. C'era una stanza piena di specchi e video giganti che ti trasportavano al centro di panorami incredibili. Bella anche l'area bimbi con cuscini a forma di semi e foglie giganti tra cui giocare e gattonare (perché io adesso so gattonare benissimo, eh).

                                     
Era arrivata ora di pranzo e abbiamo vagato un po' per cercare un posto dove mangiare (per assurdo, in un'esposizione dedicata al cibo come l'Expo, c'erano code ovunque e prezzi da urlo). Siamo finite al padiglione olandese, che sembra un vecchio lunapark e abbiamo preso un hotdog e un gelato girando su una piccola ruota panoramica.
                               

Erano già passate tre ore e si stava facendo tardi. Sulla strada verso casa ci siamo fermate al padiglione Brasile, dove ho provato a gattonare su un ponte di corda amazzonico, e a guardare dei balli tribali dell'Angola.
                                 
Mamma dice che tra scandali, cemento e multinazionali l'Expo è un trionfo della globalizzazione "vecchio stile" e non mostra nessun modello di sviluppo alternativo, ma in fondo ci siamo divertite. Abbiamo intravisto padiglioni fatti tutti di cassette della frutta (Polonia), a forma di alveare (Regno Unito), di mulino (Bielorussia), di mercato (Francia), lunari (Corea), verdeggianti (Monaco), enormi (Cina) e hi tech (Azerbaigian).
Alla fine si tratta di un parco giochi sull'alimentazione perfetto per bambini e appassionati di design, affascinante, ma niente di più.


                               

Ps Attenzione: i bambini con meno di 3 anni non pagano per entrare all'Expo di Milano ma hanno bisogno comunque di un biglietto che bisogna procurarsi per passare i tornelli. Noi siamo dovute tornare a prenderlo alla stazione di Rho Fiera.

È possibile prenotare sul sito di Expo dei passeggini "di cortesia" per la visita e sono a disposizione aree per bambini e fasciatoi con pannolini e prodotti per il cambio gratuiti, ma non sono ben segnalati. Bisogna avere fiducia e dopo un po' saltano fuori. Qui c'è una mappa su dove trovarli.

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