Bandiera rossa



Ora fa la gradassa. In braccio a mamma tra i cavalloni, prende in giro gli urletti della nonna nordica, che sembra in difficoltà tra gli spruzzi e le onde. La prende proprio in giro, senza ombra di dubbio. Ride a garganella con la sua risata da matta. Appena due settimane fa, però,  per il primo bagno al mare, ha accettato di entrare in acqua solo e rigorosamente attaccata alla tetta, una ciucciatina e passa la paura.

Sembra aver preso gusto in fretta in queste prime fughe in spiaggia. E "gusto" è il termine giusto: continua a ingurgitare con soddisfazione manciate e manciate di sabbia appena sfugge un attimo al controllo. Ritroviamo i granelli nel pannolino per giorni, speriamo che non sia troppo tossica. Già mi immagino la faccia del pediatra - sempre più scandalizzato  - se glielo racconto (ma io non lo faccio mica).

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Metro riot, 10 proteste alternative allo sciopero bianco




Caro-macchinista-Atac-che-fai-lo-sciopero-bianco-e-mandi-la-metropolitana-al-rallentatore-facendomi-aspettare-un-quarto-d'ora-per-un-treno-strapieno-lento-come-una-lumaca, 
in tua attesa mi sono venute in mente almeno dieci forme di protesta alternativa con cui potresti contribuire alla tua causa senza farmi arrivare a casa dal lavoro a notte inoltrata.
  1. Trasmettere a tutto volume gli ultimi successi di Gigi D'Alessio
  2. Declamare nelle carrozze versi auto prodotti sulle gioie dei mezzi pubblici (possibilmente in rima)
  3. Raccontare freddure sui carabinieri no stop
  4. Suonare le vuvuzelas a tutto andare
  5. Leggere ad alta voce la bibliografia completa di Fabio Volo
  6. Alle ore dei pasti comunicare il menù del proprio ristorante preferito ricetta per ricetta
  7. Sfidare i viaggiatori al karaoke. Chi ha la meglio sulle esibizioni dei turisti giapponesi vince un viaggio gratis
  8. Mettere coriandoli nei blocchettoni dell'aria condizionata (quando non è rotta)
  9. Far fare la ola ai passeggeri alla partenza da ogni stazione
  10. Per gli appassionati di calcio leggere i risultati di tutte le partite dell'ultimo campionato di serie A, B, lega pro, D e così via fino ai pulcini della solbiatese

Sono sicura che il tuo karma (e anche la tua protesta) ne gioverebbe.


Ps Della serie "sempre più difficile", mi sono anche rotta il quinto dito del piede (al pronto soccorso mi hanno spiegato che no, non si chiama "mignolino"). Con la zampa fasciata, quasi 40 gradi e lo sciopero bianco, mi sento un'eroina anche solo ad arrivare a lavoro.

La mamma di Twitter



In riunione
- Allora dobbiamo coprire la Grecia, il decreto pensioni, l'Istat sulla povertà...
- L'uccellino.
- Come scusa?
- Dobbiamo occuparci anche dell'uccellino.
Da una scatola bucherellata proviene un debole ciiiip. 

È un piccolo pennuto che F. ha trovato a terra tramortito, mezzo schiacciato nella ressa dei turisti a fontana di Trevi e ha portato in redazione. La situazione deve piacergli, perché da moribondo che era sembra essersi rianimato. Ora però ci vuole qualcuno che pensi a lui. 

C'è l'ipotesi di adottarlo tipo mascotte, io vorrei chiamarlo Twitter, ma poi decidiamo di portarlo alla Lipu. F. lo carica in motorino e parte. Al ritorno è insolitamente silenzioso. 
- Hanno detto che la sua mamma lo starà cercando, lo stava svezzando a terra - mi dice alla fine - ma non potevo lasciarlo lì tra i sampietrini, era praticamente morto -. 

Fatto sta che ho passato il pomeriggio la sbirciare fuori dalla finestra pensando a Twitter e alla sua mamma. 


ps Ho ricevuto una piccola promozione, qualche soldo in più e una valanga di nuove cose da seguire (resto sempre precaria, non sia mai). Essere a casa per la cena di Piccolé diventa una sfida sempre più difficile, ma resistiamo.

Venditore di coccinelle



Tra noi due A. passa per quello "razionale", ma non è così e la sua ultima avventura imprenditoriale lo dimostra. Si è messo a vendere coccinelle. Coccinelle vive (o più spesso larve di coccinelle). Sì, proprio quelle rosse con i puntini: pare che siano voraci mangiatrici di afidi.

La lotta biologica sarà pure il futuro e un giardino pieno di coccinelle è il sogno di ogni bambino, ma questa nuova attività - da incastrare tra preventivi, progetti e potature - si è rivelata davvero ansiogena. Le coccinelle, infatti, arrivano dentro delle scatole dal vivaio dell'Emilia che le alleva e devono essere liberate in giardino entro due o al massimo tre giorni dalla spedizione, se no muoiono. 

Ecco che la consegna al cliente diventa una corsa contro il tempo per evitare stragi - nel caso delle larve parliamo di 100 esemplari per volta, roba da denuncia alla Protezione animali. Così ho visto corse in moto all'inseguimento del cliente smemorato, appuntamenti al buio in magazzino, appostamenti di ore davanti a ville e villette perché il pacco arrivasse il prima possibile a destinazione.

A un certo punto, non so bene perché, mi sono trovata il balcone pieno di scatole di larve di coccinelle. C'erano migliaia di larve vive e tremolanti a un passo dalla mia cucina e, anche se sarebbero diventate insetti carini, simpatici e portafortuna, al momento facevano un po' schifo. Non voglio nemmeno immaginare cosa sarebbe successo se le avesse scoperte Piccolé.

9 mesi dentro, 9 fuori



Piccolé, Pupi, SignorinaPupi, Pupinis, Pupantibus, Pupixit, Sazilla-la-bimba-gigante-venuta-dallo-Spazio, Amorosa, Gnappi, Gnappola, Astrosaretta, Cucciolo, Tweety, Passerotto, Panzerotto, Scimmietta, Gattino,  Pulcino, Piloncino, Patata, Bambolotto, Topastro, Puzzona, Spippola, Trombetta, Stellina, Occhioni, Sarina, Saretta, Sarotta.

Ne sono convinta: il livello di rincitrullimento di neogenitori, nonni e compagnia bella emerge dai nomignoli che danno al bebè. Questi sono i 30 nomi "segreti" (qualcuno più , qualcuno meno) di Piccolé. Solo nove mesi che sei con noi (più  nove nella pancia) e tu già ci hai ridotto così. Buon compimese, bambina mia.

ps Incrociamo le dita: Piccolé sembra guarita (ma ha deciso che comunque, a lei, dormire non interessa più).