Il leone si è addormentato



Il dito punta allo stereo. Sempre. Appena apre gli occhi e viene in braccio, punta il dito verso lo stereo della sua cameretta. Subito prima di addormentarsi, l'ultimo sforzo è per indicare quel punto lì, sopra il lettino, per chiedere di premere play ancora una volta. Capita che siamo da tutta un'altra parte della casa e protende le braccine per farsi prendere, poi indica con il dito tutta la strada, dietro la libreria, oltre il divano, gira a destra all'ingresso, entra nella sua stanza ed eccoci al solito stereo. Oppure si mette sotto alla cassettiera blu su cui è poggiato e inizia a chiamare come un cagnolino. Vuole sentire sempre la stessa canzone Aiummouè Aiummouè. Cento, mille, un milione di volte al giorno. Se provi a cambiare cd, si mette a cantarla Auuuuuuu Auuuuuu. Paziente e inarrestabile continua fino a quando non sente le prime note "Il leone si è addormentato...". Ormai è quasi un'ossessione. Capita che mi sveglio la notte e ho l'impressione di sentirla suonare ancora, di là nella cameretta. Ma non può aver trovato il modo di farla partire da sola, con la forza del pensiero, o forse sì?

Confessioni di un anno da mucca




Allattare è la cosa che ho fatto più spesso nell'ultimo anno, o almeno così mi sembra. Ho allattato in treno, in autobus, in aereo, in roulotte, persino in ascensore (era un'emergenza). Al parco, al ristorante, in spiaggia, all'Expo. Ho allattato di giorno, di notte, all'alba e al tramonto. Piccolé cercava il seno appena mi vedeva, se era stanca, triste, nervosa, felice, emozionata.

Poi, all'improvviso - qualche settimana fa - abbiamo smesso. La pupa aveva quasi un anno, era il momento giusto per tutte e due ed è stato più facile del previsto. Nel giro di due-tre giorni siamo passate da quattro poppate a zero. Ora un po' mi dispiace, e non tanto per l'intimità magica che si creava con la mia bimba mentre prendeva il latte (per quella ci sono mille altre coccole e occasioni), ma soprattutto per motivi molto meno nobili:

- Non avevo mai avuto un seno così pieno, bello, esplosivo e ne andavo molto fiera. In confronto quello post allattamento, prosciugato e moscetto, è davvero tristanzuolo. Lo imbottirei di silicone all'istante.

- Potevo mangiare (quasi) tutto quello che volevo senza ingrassare, mi ero ritrovata un super-metabolismo che non avevo neanche a 15 anni. Se fossi stata meno golosa, sarebbe stata l'occasione perfetta per diventare magra. Ma ahimé non lo ero.

- Avevo una scusa formidabile per uscire prima dal lavoro ed evitare, in generale, tutto quello che non avevo proprio voglia di fare. Si sa che allattare è "così sfiancante"...

Devono esserci lati positivi anche nel non allattare più. Al momento mi viene in mente però solo l'alcol libero dopo mesi e mesi da semi-astemia (che non è male). A proposito, ho proprio voglia di un cicchetto. Hic!


ps Ed è così che finì nella sezione mamme degli alcolisti anonimi.

(Non) cercatemi qui



- La prossima volta potrei portarmi uno smalto - dico soprappensiero, mentre mi guardo le mani smordicchiate. Sono rintanata qui tra gli specchi antichi che, non so perché, abbelliscono sempre, i marmi, le luci soffuse da qualche minuto. Questo posto è l'ideale per staccare, non prende nemmeno il telefono.

Quasi tutte le mamme lavoratrici approfittano del bagno dell'ufficio per strappare un po' di tempo per sé. Io mi spingo oltre, quando passo da queste parti, mi impossesso dei bagni extralusso di Montecitorio e faccio perdere le mie tracce. A chi verrebbe mai in mente di cercarmi qua?

365


Buon compleanno, Piccolé. 365 giorni insieme, me li rivedo davanti uno ad uno. La prima volta che ti ho abbracciato. La prima volta che hai preso il latte. Il primo sorriso. Il primo bagnetto. Il primo pannolino. La prima passeggiata. La prima volta che mi hai abbracciata. La prima volta che abbiamo giocato insieme. La prima pappa. Il primo viaggio. Il primo capriccio. I primi gattonamenti. La prima parola "pap-pppa". I primi passi . La prima caduta. E migliaia di prime volte ancora.

Se ci fosse una fata madrina in ascolto, un genio della lampada, un pesciolino d'oro o anche solo un piccolo fagiolo magico nascosto nella credenza, gli chiederei questo regalo per te: una vita di scoperte, piena di prime volte come questo intenso dolcissimo pazzo primo anno insieme.

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