La chitarra




Ero molto arrabbiata oggi. Poi è arrivata una chitarra in ufficio e ci siamo messi a cantare. È in quel momento che è arrivato il supercapo.


ps Buon 2016! Vi auguro un anno pieno di amore (e senza streghe cattive). Peccato aver perso l'abitudine di buttare dalla finestra le cose vecchie e brutte, che non vogliamo vedere più nell'anno nuovo. Quest'anno mi sa che facevo una strage.

Non ci sono più i Babbo Natale di una volta



Un Babbo Natale mi ha dato un pugno sulla spalla mentre parlavo al telefono, qualche anno fa. Ero in tram e lui, il matto del quartiere,  aveva litigato con una signora con un cappotto rosso simile al mio. E' stato abbastanza traumatico: chissà che cosa avevo mai combinato per ricevere da Babbo Natale, al posto dei regali, un cazzotto. Da quel momento, mi ero convinta che non avrei più avuto brutte esperienze con il lappone vestito di rosso, ma mi sbagliavo.

Quest'anno mi sono imbattuta in DUE Babbo Natale simpatizzanti dell'Isis. Chiedevano soldi alla fermata dell'autobus, sembravano ubriachi. Hanno iniziato a insistere con un prete straniero e quando lui ha detto di non avere denaro per un voto di povertà si sono messi a sghignazzare: "Prega, prega! Che tanto questo è l'ultimo Papa e quest'anno lo ammazziamo". Sono rimasta senza parole. Mi sono ricordata che Piccolé è terrorizzata da Babbo Natale, forse ha ragione.


ps Tanti auguri a tutti! Noi siamo in trasferta al Nord con la pupa ammalata e la mamma pure (ma fa finta di niente). Un po' ce la siamo cercata, Piccolé aveva avuto qualche linea di febbre già nei giorni prima di partire, ma ci tenevamo troppo a passare questi giorni di festa con tutto il clan Dangefò, a Roma e a Varese, per annullare il viaggio. E direi che, nonostante tutto, la bimba è riuscita a godersi la festa. 

Mamma non rompere



Piccolé non ama le parole. O almeno non tutte le parole, "Bajee!" per esempio la trova fantastica e usa in continuazione, così come "Byeeee" e "Baaa bah", che significa cane, guarda, vieni, prendimi e anche mamma, all'occorrenza. Anche "Pap-pa" si è rivelata un termine interessante. Altre parole, come "Mahmmmha Mahmmmhama" le riserva alle occasioni speciali, soprattutto se è triste e ha voglia di coccole. Da un po' sospettavo che la bambina la sapesse più lunga di quel che dava a vedere e stamattina l'ho scoperta. Mentre la svegliavo per andare a scuola, mi ha detto chiaramente: "Che c'è?". La prossima volta mi sa che sarà "Mamma non rompere".

Ti posso dare un bacio?


Mini-strategie di corteggiamento a una festa con sette marmocchi tra i quattro mesi e i cinque anni. C'è il cavaliere romantico che dedica disegni e attenzioni alla sua bella, condivide giocattoli, biscotti e mandarini ed è pronto a giocare anche a "vola farfallina" per stare insieme. C'è poi il bel selvaggio che non sembra accorgersi della presenza di esseri di sesso femminile, salta sui divani, gioca alla tigre, fa la lotta, poi (solo al momento di andare a casa) si avvicina a una biondina e le fa - Posso darti un bacio? - e ci rimedia pure un bacetto.

La crisi della polenta

                                           

Piccolé vomita e ha la diarrea e io non oso chiamare il pediatra. Alla domanda se la bambina abbia mangiato qualcosa di nuovo in questi giorni, dovrei rispondere: polenta e ossobuco.
Polenta e ossobuco... A 14 mesi.

Eravamo dalla nonna nordica e A. ci teneva tanto che la bimba conoscesse gli autentici sapori longobardi. L'idea era di farle assaggiare solo la polenta... Ma non sembrava proprio che le piacesse. A. aveva già iniziato a disperare: "Vedi, non sarà mai una vera varesotta" quando la bambina ha afferrato un osso buco vuoto dal mio piatto e ha iniziato a ciucciarlo come fosse un biberon.

Così le abbiamo fatto assaggiare un po' di carne, e insieme - finalmente - ha mangiato anche un po' di polenta per la gioia del papà. Se Piccolé continuava a storcere il naso A. era pronta a farle fare il test del Dna.