Natale 2.0


"Si è addormentata alle 10, si è svegliata appena un attimo alle due, poi alle tre ha voluto un bibo, alle cinque ha pianto un po', alle sette un altro bibo di latte e si è riaddormentata fino alle 8.45. Ci siamo alternati con la nonna e va tutto bene. Si è svegliata tutta felicetta ed ora gioca".

Tutto benissimo. Il whatsapp del nonno, che ha tenuto la bimba per una notte, rende perfettamente la situazione. 

40!


Non fare tanto il grandone, solo perché oggi fai 40 anni. Ti ho conosciuto che ne avevi 25 e mi sembravi molto più grande di adesso. Ti ho visto cambiare lavoro, città, sport, vestiti, capelli (ok, in questo caso,"cambiare" è un eufemismo). Diventare "una cosa seria", fidanzato, sposo, padre. Sempre buttandoti a faccia aperta in ogni nuova avventura, facendo casini, incavolandoti, riprovandoci e sbagliando di nuovo, incavolandoti ancora di più, per poi lanciarti in un altro tentativo finché, alla fine, ce l'hai fatta (quasi) sempre.

Tesù, nonno Beppe e Marina-il Natale secondo Piccolé

 

Piccolé sta covando l'influenza. Io sto covando l'influenza. Anche la nonna sta covando l'influenza e sono sicura che pure la bambola Chicca non si sente molto bene. Per provare a scongiurare un altro Natale con il febbrone passiamo un sacco di tempo a casa. Così ci siamo date da fare con forbici, colla e colori e abbiamo realizzato il nostro albero di Natale, e pure il presepe. Vista la mia proverbiale imbranataggine in tutti i lavori manuali, già questo è una prova di grande amore materno.

Mentre coloravamo il presepe, le ho raccontato tutta la storia del Natale, ma Piccolé è rimasta con le idee confuse (deve aver preso un po' da quei miscredenti dei genitori).

Si tenne


Un pennarello rotto. Un palloncino tutto scarabocchiato. Un telecomando. Sono gli ultimi regali di Piccolé. Da quando ha scoperto che sta arrivando il Natale, la bimba è scatenata: non vuole scrivere la letterina, si diverte di più a fare i regali, scegliendoli lei, per i nonni, gli amichetti, mamma, papà, il portiere, i passanti. Da qualche giorno prende e incarta tutto quello che le capita a tiro, poi lo offre in dono, con molte cerimonie, a chi la circonda. Se, però, chi lo riceve fa le feste al regalo e le dice che è proprio bello, Piccolè cambia idea, ci ripensa e lo rivuole subito indietro. Solo il pennarello rotto non ha voluto tenerlo.

Il piano



Piccolé ormai dice davvero tante cose e la sua capacità di intortamento dei non lucidissimi genitori è al top. Così l'altra sera, mentre le leggevo la storia della buona notte...
- Vojo Pa' Andea.
- Ok, vallo a chiamare.
Va di là in sala dove A. sta al computer, lo prende per mano e lo porta nella cameretta.
Riprendiamo a leggere la storia con A. che fa le voci degli animali, ma Piccolè è meno presa dal racconto del solito, sembra persa nei suoi pensieri.

Viaggio a New York con gli occhi di una bambina di 2 anni

Bambina piccola in viaggio a New York,

Il mio primo viaggio a New York l'avrei immaginato diverso, non con passeggini, pannoloni e bambini piccoli. Eppure avventurarmi nella Grande mela con Piccolè, che ha solo 2 anni, è stata una scoperta continua. Nyc una città esagerata come il gelato al doppio cioccolato con biscotti al cioccolato e glassa al cioccolato che abbiamo mangiato lì. Non saprei trovare una descrizione più adatta. Sembra che abbiano preso il meglio del mondo e lo abbiamo messo lì, un po' ammassato a casaccio: è questa la sensazione che un viaggio a New York lascia a un bambino piccolo, così come a un adulto.

Piccolè a 2 anni a New York sul grattacielo Rockefeller center

New York è (nonostante tutto) una città per bambini piccoli


E' una metropoli che non si preoccupa troppo dei bambini - affollata, frenetica, spesso sporca, senza ascensori nella metro, menù kid o fasciatoi nei locali - ma che rimane una destinazione perfetta anche per i più piccoli perché è un infinito lunapark. Tutto è enorme, spettacolare, cinematografico, dai palazzi, ai musei, ai parchi, ai negozi. Piccolé non voleva più uscire non solo dai giocattolai, ma anche da posti che da noi sarebbero stati anti-bimbi, come da Tiffany, per esempio: l'abbiamo dovuta portare via quasi a forza sotto gli occhi increduli dei commessi. E ha solo 2 anni!

Bambini a New York in bici

C'è musica (e spesso è buona musica) ovunque, in metro, nei mercati e nei ristoranti. In un supermercato trasmettevano un live di Neil Young, altro che il pop di infima categoria che ci propinano qui. I musicisti di strada, poi, erano tantissimi, per l'entusiasmo dei bambini. Piccolè si voleva fermare ad ascoltarli tutti, protestando indignata se provavamo a passare oltre.

Artisti di strada a New York - concerto per bimba di 2 anni

New York con i bambini piccoli: parchi, parchi e ancora parchi


Abbiamo scoperto una New York molto più verde di quello che pensavamo, o meglio gialla, arancione, rossa e verde visto che nei parchi, in autunno, va in scena uno spettacolo di colori da lasciare senza fiato.

  • Il primo giorno ci siamo persi dentro Prospect park, a Brooklyn, e abbiamo deciso che sarebbe stato il nostro parco preferito.
  • Poi abbiamo visto Central park e ci sono venuti dei dubbi. 
  • Poi siamo stati sull'High line, il parco sospeso tra i grattacieli sui binari di una vecchia ferrovia, e abbiamo capito che non aveva senso continuare a interrogarci su quale ci piacesse di più.

 Tutti i parchi hanno aree gioco adatte anche ai bambini piccoli, come le vasche con la sabbia che hanno fatto impazzire Piccolé (e anche me, in un certo senso). 

New York con bambini piccoli - aree gioco nei parchi


Abbiamo passato un sacco di tempo in questi parchi giochi, come sempre con Piccolé, e ne abbiamo trovati alcuni stupendi, come quelli appena aperti sotto il ponte di Brooklyn, o quello in piena Manhattan a Bryant park, con la pista da pattinaggio sul ghiaccio e banchetti con delizie gastronomiche di tutto il mondo. Ci hanno conquistato anche quelli di Central park, divisi per fasce di età.

Bambina di 2 anni a New York in altalena al parco del ponte di Brooklyn


New York è una festa continua per grandi e bambini piccoli


In poco più di una settimana, mentre eravamo a New York, c'è stato Halloween, la maratona e il concerto dei Temple of the dog per A. Ma l'impressione era che subito dopo sarebbero arrivati il Thanksgiving - l'imperdibile "festa del grazie" -, il black friday e poi Natale e così via in una giostra continua di appuntamenti per grandi e bambini piccoli. In una decina di giorni, viaggiando con i ritmi di una bimba di 2 anni, abbiamo visto pochissimo, in fondo, di quello che la città aveva da offrire, ma quello che abbiamo visto ce lo siamo proprio goduti.

Halloween, parata a New York per bambini e adulti

Siamo riusciti anche a vedere, molto di sfuggita, qualche museo:
  • Il museo di Ellis Island e la Statua della Libertà si sono rivelate subito attrazioni perfette anche per i bambini piccoli, così come il traghetto per Staten Island e i grattacieli con vista, come l'Empire state building - dove abbiamo fatto una visita notturna stupenda - e il Top of the rocks;
  • Per vedere il Met, invece, avevamo  un piano perfetto perché la bambina dormisse tutto il tempo, nel primo pomeriggio, ma qualcosa è andata storto e ce la siamo ritrovata sveglissima e iper eccitata a correre tra templi egizi, vetrate di Tiffany, statue greche e maschere africane. Diverso da come lo avevamo immaginato, ma è stato a molto divertente;
  • Al Moma, che pensavamo potesse piacerle di più (anche se ha solo 2 anni), ci eravamo organizzati perché la bambina fosse sveglia. Avevamo anche preso del materiale per i bambini al centro visite (alcune delle cose per i più piccoli che fa il Moma sono fantastiche, come questo sito Moma: destination modern art). Quella volta, però, ha dormito (quasi) tutto il tempo;
  • Siamo stati anche al Natural History Museum, quello di "Una notte al museo". Sulla carta sembrava perfetto anche per bambini piccoli, e aveva in esposizione animali e fossili di dinosauri che superavano ogni possibile immaginazione, ma quando ci siamo stati noi, la mattina di un giorno infrasettimanale, era pieno da scoppiare di scolaresche scatenate. 

New York per bambini: muffin di ogni tipo, anche con faccia Trump


... e un momento storico


Dimenticavo, tra le cose che sono successe mentre stavamo lì ci sono state anche le elezioni. Ci siamo imbarcati per tornare a casa che avevano appena chiuso le urne, abbiamo vissuto così gli ultimissimi giorni degli anni di Obama, un piccolo momento storico, e salutato gli States mentre il faccione arancio di Trump ghignava dai primi exit poll.

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In viaggio con Piccolé a due - terribili - anni



Quasi un mese che non scrivo, ma sembra molto di più.  Siamo stati in viaggio con Piccolé e, ora che è nei suoi "terrible" due anni, come dicono gli americani, è stata davvero un'avventura. Bella, molto bella, e molto avventura. Tutto è cominciato come uno scherzo di A. su Facebook, dove aveva commentato l'annuncio del tour negli Stati Uniti di un gruppo di cui nessuno aveva più sentito parlare dal 1991 scrivendomi "volevi qualche idea per il regalo dei miei 40 anni?".

Nessuno tocchi papà - Rugby e pupe




C'è A. che avanza con la palla ovale.
- Guarda è papà!
Non faccio in tempo a farlo vedere a Piccolè che lui cade a terra placcato da due energumeni ancora più grossi di lui. La bimba non apprezza.
- Viaaa! Viaaaa! - urla tra i lacrimoni. - È Pa' Andea. Caduto! Caduto!

Rabbia d'artista



C'erano già stati degli indizi. I disegni di Piccolé che avevo attaccato al muro più in basso erano stati staccati e fatti a pezzi. Ma pensavo che fosse successo in un raptus da monella, non in un momento di crisi creativa.  Poi l'ho colta in flagrante. 
"Non mi pace!", urlava l'altra mattina, mentre distruggeva l'ultimo dei suoi lavori. Sembrava un Pollock ubriaco che si accaniva contro le sue tele. 
Piccolé ama i colori e passa un sacco di tempo a disegnare. "Bello?", chiede ogni tanto mostrando uno schizzo. Quello che non avevo immaginato è che questa sua "vena artistica" - chiamiamola così - le scatenasse emozioni tanto intense. Non dev'essere per niente facile avere due anni.

La Signora delle chiavi

chiavi gioco pericoloso bambini

Lo sapevamo che sarebbe successo, era solo questione di tempo. Piccolé ha una passione per le chiavi, prova ad aprire (o chiudere) ogni serratura che incontra. Per questo, come i genitori della Bella addormentata con i fusi dopo l'incantesimo di Malefica, noi Dangefò avevamo fatto sparire da casa ogni chiave per grande o minuscola che fosse, rassegnandoci a vivere nella promiscuità più totale pur di salvare la bimba dal suo destino.

Piccole femministe crescono - Peli che passione



- Te coss'è titto? -
- Amore, sono i peli della mamma, non ha fatto in tempo a toglierli.
- Bello! Vedere ancora?
Piccolé è molto affascinata dai peli sotto le ascelle che mi stanno ricrescendo.

Due anni vissuti pericolosamente


C'è un momento preciso in cui sei in cima allo scivolo. Attacchi le braccia alla sbarra sopra la tua testa, sollevi il sederotto e ondeggi avanti e indietro nel vuoto, prima di lasciarti andare giù. E' lì che una parte di me vorrebbe piombarsi su di te e stringerti forte per non farti cadere. Ma c'è un'altra parte che, invece, starebbe a guardarti provare e provare senza fare nient'altro, a oltranza.

Ferie d'agosto nel parco nazionale d'Abruzzo in campeggio

Attività per bambini al parco nazionale d'Abruzzo: la Grotta delle fate

La memoria continua a tornare alle vacanze estive in campeggio nel parco nazionale d'Abruzzo


All'improvviso è arrivato l'autunno. Per me ha avuto l'aspetto delle prime scarpe chiuse che, per aggrapparmi ancora un po' all'estate, ho messo senza calze. E' finita - come al solito - con vesciche sanguinolenti ai piedi e dolori lancinanti. Per tirarmi un po' su il morale, mi sono messa a guardare le foto delle vacanze estive. Per noi sono state solo una fuga super low-cost con la bambina nel parco nazionale d'Abruzzo, la settimana di Ferragosto, in tenda.

Bambina con papà in campeggio a Opi, in Abruzzo

Campeggio per bambini con gli animali nel parco nazionale d'Abruzzo

Non avevamo grandi aspettative, e invece siamo rimasti incantati. Eravamo in un campeggio con gli animali - cavalli, asinelli, papere, polli e galline - perfetto per bambini di due anni come Piccolè, lungo un torrente, vicino a Opi. Nonostante l'altissima stagione, non c'era nessun pienone. Anzi, dovevano esserci più galli che turisti, come ci ricordavano concerti di chicchirichì a ogni sorgere del sole.

Panorama da Civitella Alfedena, parco nazionale d'Abruzzo

La cosa più incredibile era quanto il paesaggio fosse perfetto, come sospeso nel tempo. Nessuna cittadona sgraziata, nessun ecomostro, fino all'orizzonte boschi e paesi bianchi. Abbiamo scoperto poi che, in questa zona, il parco naturale è stato istituito nel 1922, e questo deve averla protetta da speculazioni edilizie e palazzoni.


Balli tradizionali a una sagra del parco Nazionale d'Abruzzo

Paesi sospesi tra storia e natura nel parco nazionale d'Abruzzo


I paesi, poi, sembravano fare a gara a quale fosse più bello e vivace. Feste patronali e sagre, festival e mercatini si rincorrevano da un borgo all'altro, animati da vecchi e ragazzi che, per l'occasione, indossavano vestiti tradizionali e accantonavano la musica elettronica per i balli popolari. A Opi bambini si rincorrevano davanti al fontanile, trascinando delle cassette della frutta legate a un filo e facendo finta che fossero cavalli. Sembrava un gioco antichissimo, e a Piccolè è piaciuto da impazzire.

Bambini con i cavalli a Opi, nel parco nazionale d'Abruzzo

La presenza degli animali era ovunque. La piazza principale di Civitella Alfedena, uno dei paesi del parco, dava su una specie di riserva piena di lupi, che si potevano vedere e sentire ululare fin dal villaggio. Ho notato una donna molto anziana, mentre affrontava la ripida salita che portava alla piazza per andare alla sagra delle scurpelle (delle specie di frittelle), salutare i lupi con gli occhi lucidi, come dei vecchi amici che non sapeva quando e se avrebbe rivisto.

Cartello la velocità uccide gli orsi nel parco nazionale d'Abruzzo

L'ultima notte abbiamo addirittura incontrato un grosso cervo sulla strada, mentre tornavamo in campeggio dopo la solita scorpacciata di arrosticini. Per evitare di rendere troppo impegnativo il campeggio con i bambini piccoli, infatti, abbiamo deciso di lasciare inutilizzate gavette e fornelletti e di buttarci nella cucina locale, gustosa e spesso low-cost. Non ce ne siamo pentiti, ma abbiamo un problema: non riusciamo a smettere di mangiare arrosticini e continuiamo a cucinarli almeno una volta alla settimana anche se, dopo, la casa puzza di pecora morta per giorni. Questa dipendenza un po' nauseabonda ci è rimasta come ricordo della vacanze.

Attività per bimbi nella Val Fondillo, in Abruzzo

Passeggiate adatte ai bambini piccoli nel parco nazionale d'Abruzzo

Nei dintorni di Opi abbiamo trovato diverse passeggiate e attività adatte anche ai bambini piccoli (ci sono anche dei trekking organizzati apposta per loro dalle varie associazioni, qui alcune informazioni sul programma per i bimbi della Val Fondillo):
  • passeggiata lungo il fiume Fondillo fino alla sorgente di acqua potabile,
  • trekking nella faggeta fino alla grotta delle Fate,
  • visita alla camosciara, con le cascate delle Ninfe e delle Tre Cannelle, c'è la possibilità di fare la breve escursione a cavallo o con un trenino turistico
  • i sentieri intorno al lago di Barrea - si possono percorrere anche in bici - con pause per tuffi rinfrescanti.

Scarpe antiche a una sagra nel Parco nazionale d'Abruzzo


ps Mi sa che ho trovato come risolvere il problema vesciche il prossimo anno. Lo dicevo che facevo bene a perdere tempo con le foto dell'Abruzzo...

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Insonnie e conigli di mezzanotte




Il politico di turno, mentre parla con alcuni giornalisti al Senato:
- La faccio breve che vedo che la vostra collega la stiamo perdendo, è a un passo dal sonno... -
Diverse paia di occhi si girano verso di me, che lacrimo vistosamente cercando di non sbadigliare. 
- Mi scusi, ho una bambina piccola -
provo a giustificarmi. 

Il libraio snob, il giocattolaio anticonsumista e l'agente immobiliare sadomaso



Tantissimo tempo che non scrivo. Il rientro è stato un po' movimentato, ma ci stiamo dentro. Piccolé è tornata a scuola con grande entusiasmo già dal primo settembre. Nel frattempo ha deciso che non vuole più il pannolino (anche se non ha ancora il pieno controllo della situazione) e che può tranquillamente andare a letto dopo le undici visto che ormai, a quasi due anni, è grande. Al momento stiamo trattando.

Lune, conigli e altre magie



- Una! Una!
- Ma no, Piccolé, è mattina, non c’è la luna.
Poi alzi gli occhi al cielo e te la trovi lì, enorme e bianca, mentre fai colazione.

Arrivano i mostri



Tre mostriciattoli ondeggiano intorno a Piccolé che li guarda rapita. Uno sembra un fantasmino, un altro una specie di gatto con le corna, il terzo una capra con gli occhiali. Siamo in una pizzeria sul mare e il bambino seduto al tavolo vicino a noi - 8 anni - ha scattato di nascosto una foto con il suo iPad a Piccolé, poi ha trafficato con password e codici segreti e ora le mostra raggiante la sua scoperta: intorno alla bimba, nella foto, svolazzano tre strane creature. Lui le indica con il dito una a una chiamandole per nome, Piccolé ascolta spalancando gli occhioni e non si perde una parola. E così, prima ancora di compiere due anni, la bambina si trova per caso a giocare a una specie di Pokemon go, Yo-kai watch. E’ già il membro della famiglia più digitalmente avanzato (non ci voleva molto, ma fa impressione lo stesso).


ps Buon ferragosto a tutti!

La vendicatrice



Al mare a pochi chilometri da Roma, dove Piccolé passa l’estate con i nonni, come a suo tempo abbiamo fatto io e gli altri bambini della famiglia, mentre i nostri genitori facevano avanti e indietro dalla città per lavoro, come facciamo noi adesso. Ci troviamo a passeggiare, una delle prime sere, per la "rotonda" con mia cugina e i nostri figli. Lei saluta tutti i passanti con grandi smancerie. Io mi sento un po' spaesata, sono abbastanza convinta di non averli mai visti prima.

- Ma come fai a conoscere tutti? Sei qui solo da qualche giorno.
- Guarda che li conosci anche tu. Ci siamo cresciute insieme. Solo che un tempo ci facevi a botte. Picchiavi durissimo.
Affiorano vaghi ricordi, roba molto coatta di guerra tra bande di mocciosi, una vita fa. Speriamo che Piccolé non scopra mai il passato da vendicatrice assatanata della mamma. Comunque sono sicura di aver avuto i miei buoni motivi, anche se non ricordo bene quali erano.

Quando Piccolé è in vacanza con i nonni



Piccolé è al mare con i nonni per qualche giorno.
Quando Piccolé è in vacanza rimango a letto fino a tardi e faccio colazione al bar.
Quando Piccolé è in vacanza vedo le amiche per un aperitivo dopo il lavoro.
Quando Piccolé è in vacanza faccio un bagno di un'ora.
Quando Piccolé è in vacanza riscopro che ci sono cinema, concerti, ristoranti (anche dopo le 9.30).

La valigia di Piccolé



Nella fretta di partire ho pensato che bastasse aumentare la dimensione della borsa e buttarci dentro un po' di tutto per essere sicura di non dimenticare niente di importante per il primo fine settimana dell'estate al mare con Piccolé. Illusa! Non eravamo arrivati da dieci minuti che sono iniziati i guai.

Il ballo




E poi ti trovi una notte alla fine di una festa, nel museo più bello della città ormai vuoto, ultima tra gli invitati a prepararti ad andare via. Ma c'è tempo ancora per un calice di vino nel giardino segreto e un saluto a Paolina, che ha bevuto un po' troppo e si è stesa su un divano. Alzi lo sguardo ai soffitti affrescati e pensi che doveva essere così, un tempo, al termine di un ballo. Ti ritrovi all'improvviso in un libro di Jane Austen e non hai bisogno della musica per mettere a ballare.



Sulla punta delle dita



Sono di corsa, in ritardo per la riunione, ma le unghie della ragazza alla reception, S., sono troppo lunghe e acuminate per salutarla a tirare dritto come niente fosse. Sembrano pugnali. Alcune sono celesti, altre rosse, l'unghia del dito medio della mano sinistra, invece, è bianca.
- Non dirmi niente, sono 'lavori in corso'! Devo farci ancora al centro delle boe, no, come si chiamano... delle ciambelle di salvataggio. Quelle arancioni dei bagnini. E su questa qua bianca, pensavo di disegnare una sirenetta!
- Una sirenetta? Ma come fai?
- Sò brava... Un paio d'ore di pittura e si fa tutto.
Passa il corriere.
- E' brava davvero. Una volta voleva dipingersi sulle unghie la Divina Commedia.
Rido.
- No, no davvero! Con Dante, l'inferno e tutto. Poi non avevo avuto abbastanza tempo, dovrei riprovare.

Guardo le mie mani con le unghie smangiucchiate e lo smalto rosino sbeccato da giorni. Per un attimo, solo per un attimo, la invidio tantissimo.


Viaggio a Stoccolma per bambini, nel paese dei balocchi

Viaggio a Stoccolma per bambini

Titta! Gunga! Tà! Piccolé ha deciso di mostrare il suo entusiasmo per il nostro viaggio a Stoccolma ripetendo tutte le parole che sentiva dalla sua amichetta di lì, quando la siamo andati a trovare, all'inizio del mese. Come a dire, se volete restare in questo posto, io sono pronta.

Cinque motivi per una vacanza a Stoccolma con bambini piccoli


Partendo a giugno abbiamo trovato una città in festa, sotto un sole splendente più di 20 ore al giorno e bello caldo - noi, che in stile Totò e Peppino a Milano avevamo portato pile, guanti e cappelli, siamo finiti in costume a fare il bagno nei canali dell'arcipelago. Veniva quasi da non credere ai nostri amici quando parlavano dei lunghi inverni a meno 15 gradi, con appena qualche ora di luce al giorno.

Stoccolma con i ragazzi, festa su un camion

  • 1. Il centro con i canali, le feste di piazza e i discendenti dei Vichinghi

Stoccolma sembrava innamorata cotta dei primi giorni di estate. I ragazzi festeggiavano l'ultimo giorno di scuola percorrendo i viali alberati su dei camion-discoteca. I bambini si tuffavano nelle fontane. Una fiera di paese animava le vie del centro con banchi che vendevano ogni tipo di leccornia dalle nocciole tostate al panino con l'aragosta, dall'aringa affumicata al nasi goreng tailandese*. I canali erano solcati da imbarcazioni di ogni tipo: canoe, velieri, traghetti a vapore e degli strani autobus anfibi che arrivati a riva, uscivano dall'acqua e continuavano a viaggiare sulla terraferma. Roba mai vista. C'era anche un'inquietante nave militare, ormeggiata davanti al palazzo reale, come a dire "siamo pur sempre i discendenti dei vichinghi, attenti a quello che fate".

Stoccolma con i bambini, lungo i canali

  • 2. L'isola giardino da esplorare con i bimbi in bici, a cavallo o sui pattini

Poco più in là - proprio al centro della città - c'era un'isola giardino, Djurgården, verdissima, con un grande parco da percorrere in bici, a cavallo o sui pattini. 

  • 3. Skansen, antica Svezia in miniatura con fattorie, animali e attività per bambini

Hanno ricreato una Svezia in miniatura per i bambini con fattorie, botteghe e animali, Skansen. Qualche giorno dopo il nostro arrivo sarebbe stata il palcoscenico di una grande festa  in cui chiunque poteva andare e sposarsi, lì per lì, svedesi e stranieri, in un mega-matrimonio collettivo. Si chiama drop-in wedding o drop-in bröllop: per sposarsi bastava portare la propria carta d'identità, un nulla osta e - solo se si voleva una cerimonia religiosa - una dichiarazione del prete. Sul posto si sarebbero trovati fotografi, fioristi, musicisti e truccatori mentre i ristoranti del parco avrebbero preparato menu speciali per gli sposi e i loro ospiti (o cestini da picnic a tema). In un solo giorno si sarebbero sposate in questo modo 465 coppie.

Skansen, l'isola dei bambini di Stoccolma

  • 4. Il villaggio-parco giochi con la casa di Pippi Calzelunghe 

Lì vicino c'era anche un villaggio delle fiabe, Junibacken. Una accanto all'altra vi spuntavano le case delle principali storie per bambini svedesi, a partire da quella di Pippi Calzelunghe, Villa Villacolle, insieme a botteghe, officine, bancarelle, aereoplani, giostre. Si poteva giocare a cucinare, riparare motori e biciclette, vendere hot dog (Piccolé non avrebbe più smesso), provare vestiti e cappelli, cavalcare, volare, combattere con i draghi, correre, saltare. Scale, scivoli, strettoie e passaggi segreti permettevano di arrampicarcisi fino al tetto degli edifici e poi saltare giù.


Junibacken a Stoccolma, a casa di Pippi Calzelunghe

                                     

C'era pure il cavallo di Pippi, Zietto, su cui arrampicarsi e un trenino "volante" che passava sopra la ricostruzione di diverse fiabe. Una voce narrante raccontava le varie storie, anche in italiano. Ecco, questo è stato l'unico problema perché alcune favole erano davvero terrificanti. Io ho provato a trattenermi ma quando ho sentito la storia di un bambino orfano e malato che, alla fine, si suicidava non ho resistito e sono scoppiata a piangere (anche A., secondo me, era a un passo dai singhiozzi). A quel punto pure Piccolé si è spaventata. Sarebbe stato molto meglio ascoltare le storie in svedese e goderci il trenino ignari delle tragedie che si svolgevano sotto di noi.

Bambini giocano all'arcipelago di Stoccolma


  • 5. Le atmosfere fiabesche e le spiagge dell'arcipelago di Stoccolma

Siamo stati in Svezia per poco più di un fine settimana e, viaggiando con i ritmi di una bambina di due anni, siamo riusciti a vedere solo un pezzetto del centro di Stoccolma. Nonostante questo abbiamo deciso, una mattina, di prendere un traghetto per Vaxholm, una delle 24 mila isole che circondano la città. Sembrano degli atolli tropicali, se non fosse per i fitti boschi di pini e le casette di legno colorato che hanno l'aspetto di baita alpine o, in alcuni casi, di tane degli gnomi. Ci hanno lasciati senza parole ancora di più delle acque gelate del Baltico dove Piccolé, imitando i bambini locali, ha deciso che dovevamo assolutamente fare il bagno. 


* C'era anche un'ignobile piadina con salsiccia, puré di patate, cipolle, ketchup e salsa di gamberetti di cui A. si è innamorato. Continuava ad andarla a cercare tutte le sere, dopo aver lasciato me e Piccolé in ostello. Secondo me ci doveva essere dentro qualche droga.

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Dizionario Piccolé-Italiano


Piccolé chiacchiera sempre di più. Ma non è sempre facile capire quello che dice. Ecco i 25 termini fondamentali per comunicare con lei.

Ato - Gelato
Balla - Musica, ma anche danza, e la domanda: ora balliamo?
Battabattabatta! - Basta. Smetti subito quello che stai facendo
Bondo - Lilli e il vagabondo e per estensione cane (normalmente detto Ba-bba)

Sport estremi



La situazione c'è sfuggita di mano. Piccolé è sempre più scatenata e sembra rischiare la vita almeno una volta al giorno. Trova una finestra aperta e si arrampica sui vasi in balcone. Sale in piedi sul cavallino a dondolo per arrivare al cassetto più alto. Si mette in piedi sul passeggino in corsa. Tenta di scalare la libreria. Si butta giù dalle scale. Ha un radar per forbici e coltelli lasciati fuori posto. Cerca di tuffarsi nel Tevere. Fa lo slalom tra le porte scorrevoli. Scappa lontano appena sfugge un secondo all'attenzione. Si mette a giocare a nascondino nei posti più affollati. Non so come abbia fatto a sopravvivere in queste ultime settimane. Nè come abbiamo fatto a sopravvivere noi, stiamo sempre a correrle dietro. Ha appena compiuto 20 mesi, e forse questo è il suo modo per dirci: preparatevi ai miei due anni, stanno arrivando. Non credo di essere pronta.



La macchia nera



A Piccolé è spuntato, da un giorno all'altro, un grosso neo. All'improvviso, mentre faceva il bagnetto mi sono accorta che aveva una macchia nera sul petto, con un diametro di quasi 3 millimetri, che non avevo mai visto. Ho provato a lavargliela via, ma quella restava al suo posto, attaccata alla pelle. Ho controllato foto di poche settimane prima, e del neo non c'era traccia. L'allarme ha iniziato a diffondersi in famiglia, camuffato da "è normale un neo in più o un neo in meno".

Una rapida ricerca su Internet ha trasformato l'allarme in panico, nella migliore delle ipotesi poteva essere qualche tipo di zecca o un altro animalaccio infame, i nei non crescono a velocità supersonica. Siamo andati dal pediatra e anche lui l'ho visto esitare. Poi si è armato di un batuffolo di cotone e ha iniziato a strofinare, incurante delle strilla della bambina. Dopo un po' la cosa è venuta via. Era solo zella, sporcizia, tenace schifosissima zella. Era rimasta attaccata lì per più di una settimana.

Io ho negato di avere sospetti su che cosa potesse essere quella macchia, dentro di me un'idea ce l'avevo ma non avrei mai confessato al dottore. Doveva essere un pezzetto di cioccolata che le avevo fatto assaggiare una volta - contro il parere del pediatra - e come il sangue sulla chiave proibita della moglie di Barbablù non andava più via, quasi a volermi incriminare per l'eternità.

La magica medicina


Un'amica neurologa a una cena mi ha raccontato di un farmaco per i narcolettici che permette di restare sempre svegli e riposati come dopo una dormita di otto ore. Glielo aveva fatto provare un collega, in versione spacciatore, durante un convegno infinito e lei lo aveva trovato "una bomba".
Ora lo so che è una medicina pesante e va usata solo in caso di vero bisogno, ma certi giorni (e certe notti in bianco) non riesco a pensare ad altro. Forse anch'io ne ho VERO BISOGNO.

Lo stagista varesotto



All'azienda di A., a Roma, è arrivato  un nuovo stagista. E' varesotto e il primissimo giorno si è presentato con la maglietta della Pallacanestro Varese. A. adesso lo ama e ha iniziato a fare dei discorsi preoccupanti:
- Non capisco proprio cosa ci è venuto a fare a Roma. Dal suo paese si vede il lago! E i monti all'orizzonte. E' un posto stupendo, pieno di giardini, di ville, tranquillo. C'è anche un sacco di lavoro per i giardinieri. Lui però vuole proprio stare a Roma, ne è convinto, io non so cosa ci trovi. Chi lo capisce è bravo. Vuole proprio stare qui, gli piace da matti. Non ha nessun motivo per stare a Roma, ma vuole vivere qui. Roba da matti.
Qualcosa mi dice che l'incantesimo di mio marito con la Città eterna si è rotto. "Molto meglio Comerio".

L'evasione



Al ristorante 
- Quest'uomo ha un'aria distrutta!
- In effetti lo abbiamo appena preso all'ospedale, ma stasera deve rientrare per la notte.
- E dov'è che è ricoverato?
- A malattie infettive, allo Spallanzani.
Il cameriere  sbianca visibilmente e inizia a girare al largo il più possibile dal nostro tavolo. Aveva tanato da subito il fuggiasco, evaso dall'ospedale all'ora di pranzo. Lo aveva dovuto fare per vedere la bambina, che non poteva andarlo a trovare in reparto e gli mancava tantissimo. 

A. si era infilato la tuta e aveva detto che stava uscendo per una passeggiata in giardino. Fuori dall'ingresso dell'ospedale, invece, c'eravamo noi che lo aspettavamo con il motore acceso, pronti a partire. Lo abbiamo caricato e siamo scappati via. 

In quel ristorante abbiamo sperimentato il brivido di essere considerati un Pericolo pubblico, anche se A. per fortuna non era contagioso, aveva solo una brutta infezione batterica al ginocchio. Così ha potuto abbracciarsi e sbaciucchiarsi Piccolé, che non lo avrebbe voluto lasciare più.




Ps Poco tempo dopo la fuga, a sorpresa, hanno dimesso A. dall'ospedale in anticipo rispetto al previsto. Era il giorno del mio compleanno. Ora deve ancora fare settimane di terapie e controlli, ma almeno è tornato a casa.