Parigi con bebè: solo bagaglio a mano


E alla fine abbiamo portato Piccolé a Parigi. E' dove io e A. ci siamo conosciuti, 13 anni fa, nell'ostello di fronte allo studio dove dormivamo questa volta con la bambina. La nostra strada è cambiata in questi anni, hanno aperto nuovi locali, abbiamo trovato nuovi negozi e facce nuove. A farci sentire a casa c'erano sempre però le baguette calde della boulangerie all'angolo, la signora scorbutica alla reception e - naturalmente - gli amici ancora in città.



Siamo stati solo tre -ventosissimi, gelidi - giorni a metà marzo ma sono bastati a portare Piccolé in alcuni dei nostri posti preferiti e a scoprire insieme il parco della Villette, pieno di giochi per i bambini. C'era persino un drago gigante dove arrampicarsi per poi fare lo scivolo lungo la lingua di fuoco. Io poi mi sono innamorata della giostra vintage dedicata a Jules Verne.




La bimba ha sgambettato attraverso i passage, le gallerie coperte che si snodano qui e là per la città, a volte luccicanti di vetrine, altre volte tutte sgarrupate, ogni tanto affollate, più spesso deserte. Ha visto la casa del Marais dove vivevo con un'amica durante l'Erasmus (26 metri quadrati) e il passaggio "segreto" di rue de Barres per arrivare alla Senna e alle isole. Ha passato un pomeriggio di chiacchiere e giochi in una birreria sul canal Saint Martin guardando i passanti. E' venuta con noi al Jardin de Plantes, destinazione del primo appuntamento con A.,  e al caffé della Moschea, alla faccia dei fondamentalisti di ogni religione.



E' stato emozionante, essere a Parigi con Piccolé per la prima volta. Ed è stata anche l'occasione per raggiungere un traguardo fondamentale: tornare a viaggiare con SOLO BAGAGLIO A MANO. Ora non ci ferma più nessuno.

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NONE! Piccole modaiole crescono


Piccolé ha idee molto chiare in materia di stile. Fin da minuscola ogni tanto frugava tra i cassetti e brandiva i vestiti che voleva indossare. Da qualche tempo, poi, ha da ridire anche su come devo andare in giro io. A un anno e mezzo, già mi scioglie sdegnata la coda dai capelli o, al contrario, gioca felice tirando di qua e di là una gonna lunga e colorata.
Il massimo però è stato stamattina quando non trovavo gli occhiali e ho preso al volo, per iniziare la giornata, un vecchio paio un po' stortignaccolo che non usavo da anni. Piccolé mi ha guardata e ha iniziato a scuotere decisa la testa da sinistra a destra facendo no! no! Poi ha manifestato tutto il suo disappunto esclamando un romanissimo 'NONE!'. E' stata la sua prima parola in dialetto, è una specie di super no rafforzato. (Roma batte Varese 1-0).

Rumori molesti



Ogni tanto Piccolé, alle prime ore del mattino, spunta nel nostro letto con grande disappunto del papà. Nel lettone si riaddormenta e ronfa per ore.
- È proprio questo il punto, mi russa nelle orecchie e io non riesco più a dormire -, protesta A.
- Ma anche tu russi! -, provo a difenderla.
- Io non russo nelle orecchie a nessuno -, ha il coraggio di rispondere. A parte che io non sono "nessuno" (e prima o poi gliela farò pagare), ricordo che una volta eravamo in montagna e russava così forte che due nostri amici sono finiti a dormire in bagno per terra pur di non sentirlo. Avevano provato anche in macchina, ma faceva troppo freddo.

Nascondina



Nascondino è il gioco preferito di Piccolé del momento. Scappa a nascondersi in continuazione, e si sente ridacchiare da lontano. Di solito è dietro la tenda del soggiorno. È capace di rintanarsi lì, con i piedotti che spuntano da sotto la stoffa, per quattro-cinque volte nel giro di pochi minuti.  Si nasconde in giro per casa, al parco giochi, nei negozi, all'asilo nido, dietro agli alberi. Sembra la bimba di quella favola di Gianni Rodari, Alice Cascherina

Di solito è facile trovarla ma a volte ci ha fatto prendere un infarto (come quando si è infilata nell'ascensore di un grande magazzino). Altre volte non ci accorgiamo proprio che si è nascosta e non la andiamo a cercare finché, dopo diversi minuti, non salta fuori da sola esultando dalla sua tana e grida 'Tappatapatà!' che vorrebbe dire 'Ve l'ho fatta!'.