Concerti e gravidanza - Keep on rockin'

Concerto rock in gravidanza



Rock e gravidanza... tre anni dopo. Il 21 giugno 2013 eravamo in viaggio per un concerto dei Pearl Jam. Firenze invece di Trieste e stavolta ci sarà solo Eddie Vedder ma la pancia c'è di nuovo e noi pure, pronti (o quasi) a partire per un nuovo concerto.

La seconda gravidanza: Comitato di difesa del fratellino minore



La gravidanza avanza, siamo quasi a metà strada e, man mano che la pancia cresce, trova sempre più adepti il Comitato a difesa di Picinin, il fratellino minore. Il fondatore è stato il papà: ma lo stai prendendo l'acido folico, non è che poi ti dimentichi di fargli tutte le cellule neuronali e ci nasce un po' scemo?

Obiettivo 2057

Mutuo a 40 anni per comprare casa



Un palazzo a forma di M, come il mio cognome, tutto sgarrupato ma pieno di fascino, un po' più vicino al centro di dove viviamo ora, lungo una pista ciclabile, con finestre ad arco e terrazze sui tetti. Una casa più grande, dall'aria un po' retrò. Un'ampia cucina per stare insieme. Una sala che finalmente non è anche camera da letto, studio e ripostiglio. Una camera per i bambini luminosa. Una camera da letto piccina ma con un'enorme cabina armadio. Un piccolo bagno. Un soppalco. È la casa di cui ci siamo innamorati e che siamo ormai vicinissimi a comprare, ora che ci hanno concesso il mutuo. Finiremo di pagarla nel 2057, tra 40 anni, se tutto va bene.

#Nonpartosenza. I miei indispensabili in viaggio con bebè

I miei #nonpartosenza, indispensabili in viaggio con bebè


Con questo post accetto la sfida di Silvia (Trippando.it) di trovare i cinque pezzi che non mancano mai nella mia valigia per un viaggio con Piccolè (2 anni e mezzo). Solo cinque? Ho pensato, è impossibile. E proprio per questo ho deciso di provare. I miei #nonpartosenza sono:
  1. Un vestito colorato per sentirmi bella.
  2. Quaderno e colori per il diario di viaggio.
  3. La bambola Lalla perché è una grande viaggiatrice.
  4. Il biberon perché se no è tragedia.
  5. La GoPro perché fa subito avventura.

200 anni di bici: la mia vita in cinque biciclette

In bicicletta per i 200 anni delle bici



La bicicletta compie 200 anni tra pochi giorni, il 12 giungo 2017. Di questi due secoli ho condiviso con "lei" solo gli ultimi trenta anni, o poco più, eppure mi sembra di conoscerla da sempre. Se penso alla mia vita, la potrei raccontare con cinque biciclette. Eccole qui:
  • la prima mountain bike,
  • la bici rosa da "signorina",
  • la bici da corsa,
  • la bici "pegno d'amore" e
  • la bici per Piccolè. 

"Mi porti all'aeroporto di Ciampino?" e altre temibili prove d'amore

Raggiungere gli aeroporti di Roma, una bambina in viaggio


Raggiungere l'aeroporto nella nostra famiglia è un argomento scottante. La mia visione "in qualche modo ci arriveremo" - a Roma ci sono pullman, shuttle, treni e taxi - si scontra infatti con il principio di mio marito per cui "possibile che non ci sia nessuno ad accompagnarci?". Lui è cresciuto infatti in provincia dove, senza un'auto e un volenteroso accompagnatore, i piedi sarebbero probabilmente il modo più rapido per percorrere i 20 Km che separano il suo paese dall'aeroporto più vicino.

L'arrivo del fratellino: affrontare la Grande Scoperta


L'arrivo del fratelino, prima ecografia


Per annunciare l'arrivo del fratellino, avevamo deciso di fare le cose al meglio, senza pasticci, anche perché le premesse non erano proprio le migliori.
- Piccolè, tu lo vuoi un fratellino?
- NO!
Era la risposta che fino a poco tempo fa Piccolè dava a chiunque la interpellasse in materia, secca e senza margini di fraintendimento. Cominciamo bene, pensavo.

48 ore solo con papà: guida di sopravvivenza

Weekend solo con il papà, in birreria


Partita per Madrid, ho lasciato Piccolè - due anni e mezzo - da sola con il papà per un intero finesettimana. Era la prima volta che passavano così tanto tempo loro due e, per dimostrare che non sono poi così criticona come dicono, avevo deciso di giudicare l'esperienza un successo a condizione che non finissero al pronto soccorso.

Viaggio a Madrid (quasi) da sola

Movida a Madrid, ragazze spagnole vestite in abiti tradizionali


Vado a Madrid con le amiche e l'ebbrezza di partire da sola, dopo più di due anni, mi dà alla testa. Uno zainetto come bagaglio, un paio di scarpe con il tacco alto aggiunte all'ultimo momento, addirittura due libri e una rivista perché - per una volta senza bambini al seguito - posso leggere quanto mi pare.

E poi arriva Picinin

Mamma, papà e due lineette sul test di gravidanza



Post segreto scritto il 15 marzo.

Settimana 4 di gravidanza.


L'avventura ricomincia! Sono incinta, decisamente incinta. Sono felice e terrorizzata dell'arrivo di un fratellino per Piccolè, ma ho come l'impressione che sarà da pazzi.

Ora lo chiamano coworking

Il coworking delle Poste a Roma


Un'estate di qualche anno fa una mia amica aveva trovato riparo dell'afa e dalla noia di lavorare da casa all'ufficio postale di viale Mazzini, a Roma. Aveva scoperto che ad agosto era quasi deserto, con aria condizionata e grandi spazi dove appoggiarsi, e ne aveva fatto il proprio ufficio.

Terribili due anni: un timer ci ha salvato la vita

Contaminuti salvavita per bimbi due anni


All'improvviso sono esplosi i terribili due anni di Piccolé e un contaminuti ci ha salvato la vita. Ma andiamo con ordine. E' un sabato pomeriggio e siamo a casa di amici, la bambina si rotola per terra rifiutando di mettersi la giacca per andare via.  Il suo amichetto è già sulla porta. Lei si toglie anche le scarpe, e all'apice della crisi, se le mette in bocca urlando.

Valle d'Aosta per bambini: il battesimo della neve



La scoperta della neve per Piccolé è arrivata all'ultimo momento possibile, ad aprile già inoltrato, con una mini-vacanza in Valle d'Aosta a Champoluc. Abbiamo scoperto una destinazione perfetta per i bambini e ci siamo decisi a tornare l'anno prossimo quando, quando la bimba avrà tre anni e potrà mettere gli sci per la prima volta. Magari questa volta lo faremo prima dell'arrivo della primavera.

Quanto costa un neonato: AAA nonno cercasi

Quanto costa un neonato, vestitini e non solo


"Quanto costa un neonato?". La domanda della mia collega A., davanti a un caffè, mi coglie alla sprovvista e mi dà lo spunto per la nuova rubrica di Chiedilo a Calamity. Ho studiato e, secondo un'indagine dell'Osservatorio nazionale Federconsumatori i costi di crescere un bambino nel primo anno di vita hanno raggiunto 7 mila euro come minimo nel 2016 tra passeggini, pannolini, vestiti e giochi. Anche in un articolo sulla Repubblica del 21 marzo, un demografo che insegna all'Università di Firenze, Gustavo De Santis,  dà la stessa cifra. Questi calcoli sono lontani dalla mia esperienza che, grazie all'aiuto di cugine e amiche con figli, a un po' di shopping sul web e un po' di acquisti di seconda mano ha visto spese di poco superiori ai mille euro l'anno per  Piccolè. 

I veri costi di un bebè

Non è questo però, che vuole sapere la mia collega, che è precaria come me e in più, vive lontano dalla sua famiglia. La fanno un po' ridere queste stime che tengono conto dei costi per un neonato come lo scalda-biberon o il rialzo da sedia ma dimenticano la cosa più importante: chi tiene il bambino? Come se in Italia tutte le mamme potessero stare in maternità l'intero primo anno di vita dei loro piccoli e le ragazze non fossero in gran parte lavoratrici precarie o autonome, per le quali già stare a casa i primi tre mesi dopo la nascita di un bebè appare come un lusso

Una babysitter costa almeno 600 euro al mese a Roma e allora, o ci sono i nonni, vicini, in pensione, in salute e disponibili a tenere i bambini, oppure fare figli se lo possono permettere in pochi. La situazione migliora un po' se il neonato va al nido: 

  • L'asilo nido comunale ha costi per un bambino abbastanza ridotti - noi paghiamo sui 150 euro al mese - ma accetta bebè nel primo anno di vita solo se sono nati entro la fine maggio ed è aperto al massimo fino alle 16.30, un orario a cui è impossibile liberarsi per la maggior parte dei lavoratori.
  • Un'alternativa c'è e sono i nidi privati che hanno spesso orari più compatibili con quelli di ufficio ma, in questo caso, i costi si moltiplicano di almeno tre o quattro volte. 
"Vedi che ho ragione io, quindi, e i costi di un neonato non ce li possiamo permettere", ha concluso sconsolata la mia collega. La legge di stabilità del 2017 prevede qualche sostegno in più per i neo-genitori: 800 euro una tantum per le prime spese con il bonus Mamma domani. Inoltre è stato esteso anche alle lavoratrici autonome il bonus nido o baby sitter fino a 600 euro al mese, che finora era riservato solo alle dipendenti, anche se è solo per tre mesi. Si tratta di provvedimenti sacrosanti, ma purtroppo non bastano a far cambiare idea alla mia amica.


Io sono una mamma pasticciona, disorganizzata e caotica, però so tirare fuori un'efficienza mostruosa e ho una certa esperienza. Per questo spesso mi chiedono consigli soprattutto sui viaggi, trucchi low cost e strategie di sopravvivenza con i bambini piccoli. Se hai dei dubbi puoi scrivere a La posta di Calamity contattandomi su TwitterFacebook o via email a dangefo@gmail.com. Sarò felice di provare ad aiutarti.



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Pasqua sulla neve: la valigia dei bambini per la montagna

Pasqua sulla neve: cosa mettere in valigia


Siamo quasi in partenza per le vacanze Pasqua sulla neve. Abbiamo colto l'ultimo momento possibile per mantenere la promessa di portare Piccolè in montagna e così raggiungeremo i cugini di A. in Val d'Aosta per qualche giorno. E' il momento di fare le valigie che mai come stavolta mi sembrano complicate: andiamo in treno quindi dobbiamo portare borse più leggere possibili, e andremo in montagna. Per la prima volta, ora che la bimba ha due anni e mezzo, non porteremo il passeggino. Ci sarà la neve, ma siamo ad aprile - quindi potrebbe anche fare caldo - e vorrei anche portare anche qualcosa di carino per la festa. A complicare le cose c'è il fatto che l'ultima versione del sito Universal packing list, che di solito uso in questi casi, al momento non è personalizzabile come le precedenti. Quindi devo cavarmela da sola. Ecco la mia lista.

Valigia della bimba per Pasqua sulla neve

Biancheria intima e cambio

  • mutadiine e calzini
  • calzemagia
  • canottiere
  • pigiama
  • pannolini per la notte
  • salviette
  • crema per il cambio
  • asciugamanino
  • mini-sapone e shampo
  • spazzola
  • spazzolino e dentifricio
  • crema solare
  • burro di cacao

Vestiti

  • magliette a manica lunga
  • vestitino
  • micropile
  • pile pesante
  • felpe
  • pantaloni tuta-leggins
  • tutina da sci
  • pantalone impermeabile

Per il freddo

  • piumino
  • guanti
  • cappelli (uno pesante più uno leggero)
  • sciarpa o collo
  • scarpe: da ginnastica, galoche imbottite tipo dopo-sci, ciabattine
  • paio di occhiali da sole

Mai senza

  • biscotti e snack
  • libretto
  • quaderno e colori
  • giochi da viaggio
  • bambola per dormire
  • biberon
  • lucina per dormire
  • zaino da trekking porta-bimbi.

Non sono molto convinta. Ho dimenticato qualche cosa?



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Il cambio degli armadi è il nemico

Il cambio dell'armadio dei bambini


Ieri Piccolè sfoggiava uno sgargiante pile rosa in una giornata di sole che metteva voglia solo di mare e di picnic sull'erba. L'ultima di questi giorni è che vuole decidere lei cosa mettere ed è difficilissimo farle cambiare idea. E così pile è stato, almeno fino a quando non ho tirato fuori un vestitino con i fiori e la gonna a ruota a cui - ne ero certa - non avrebbe potuto resistere. Così alla fine è uscita con il vestitino... e sotto le calze di lana.  Io, al suo fianco, sono andata a fare il brunch in un parco con un vestito da sera blu, perché era l'unica cosa che ho trovato che non facesse sudare solo a guardarla. Mi sa che questa cosa del cambio degli armadi ci è sfuggita di mano.

Test: viaggi come l’italiano “tipo" o da “famolo strano"

Come viaggiano gli italiani



Un’Italia di  lunghi viaggi in macchina, soprattutto ad agosto, destinazione le spiagge della Romagna o della Puglia. E' un’Italia che ricorda i film degli anni Sessanta quella che emerge dal rapporto Istat sulle vacanze nel 2016. Un’Italia dove parte per le vacanze estive meno di una persone su tre, le destinazioni preferite sono quelle nazionali, ma dove - pur di staccare per qualche giorno - le famiglie si inventano di tutto: i soggiorni si accorciano, aumentano le gite anche di una sola giornata, si cerca l’ospitalità di amici e parenti e si scandaglia il web alla ricerca di offerte speciali. A sorpresa, le persone che viaggiano di più sono quelle tra i 35 e i 44 anni, la fascia di età in cui si hanno, spesso, figli piccoli.


Viaggi come l’"italiano medio"? Dieci domande per scoprirlo

  • Ferie d'agosto o fuori stagione? In estate si concentrano il 42% delle vacanze degli italiani, spesso limitati nella scelta dei periodi di ferie. 
  • L'auto è il tuo fido destriero? Gli italiani rinunciano a fatica alla propria auto, che viene usata nel 62% dei viaggi. La seconda scelta è l’aereo (16%) e la terza il treno (10%). Pochi usano navi e barche, ancora meno il camper.
  • Sei da hotel, campeggio o appartamento? Una casa è la sistemazione prescelta per il 64% delle vacanze, nella maggior parte dei casi si tratta delle abitazioni di parenti e amici, oppure di appartamenti e stanze in affitto. 
  • Non c'è nessun posto bello come l'Italia (e soprattutto da nessuna parte si mangia meglio)? L’83% dei viaggi ha una destinazione all’interno dei confini nazionali. 
  • Estate in Puglia, inverno in Trentino? Le regioni più visitate sono Emilia-Romagna, Veneto, Toscana, Lombardia, Lazio e Trentino Alto-Adige. La Puglia è invece la meta prescelta per le lunghe vacanze estive. 
  • E se proprio devi andare all'estero? Le destinazioni più gettonate sono paesi europei come Francia, Spagna, Austria e Croazia oppure gli Stati Uniti. 
  • Mare o monti (domanda chiave)? Il mare e le spiagge sono la passione degli italiani in vacanza (48%), ben distanziate da montagna (30%), città (26%) e campagna (12%).
  • Cosa cerchi in vacanza? Relax è la risposta del 48% degli italiani, seguono le bellezze del patrimonio artistico e del paesaggio (entrambe al 20%), mentre in pochi scelgono lo sport (5%) e le manifestazioni culturali (2%). 
  • Tutto prenotato o parti all'avventura? Solo quattro vacanze su dieci vengono improvvisate senza prenotare. 
  • Il viaggio inizia sul web?  Il 40% dei viaggi sono ormai prenotati e organizzati sul web, il 30% in più rispetto al 2015.

E tu come viaggi? Se ti va, raccontami le tue vacanze. 
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Giochiamo a partire, il viaggio è una malattia che si prende da piccoli

Sulla strada di Kerouac per una bambina di due anni


Il gioco preferito di Piccolè adesso è "partiamo". Prende il suo trolley giallo, ci infila dentro qualche maglietta tutta ammassata, due o tre libri e la bambola Lalla e inizia a correre per casa. Se lo è inventato da sola e lo fa in continuazione.
"Dobbiamo andare a Newyokk, veni! Veni mamma!" chiama. Ogni tanto prende l'aereo volando sul lettone. A volte porta con sé il cavallo arancione Zietto. "Non possiamo fermarci adesso? Siamo arrivate?", le chiedo dopo un po'. "No dobbiamo PAT-TI-RE! Non pottiamo femmacci mai". Sembra "Sulla strada" di Kerouac... e ha solo due anni. Per chi dice che per i bambini piccoli è meglio non viaggiare, Piccolè partirebbe ogni giorno.
– Sal, dobbiamo andare e non fermarci mai finché non arriviamo.
– Per andare dove, amico.
– Non lo so, ma dobbiamo andare. 

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A proposito di New York, puoi leggere anche Viaggio a Ny con gli occhi di una bimba di 2 anni.

Che bella Frascati con i bambini (dalla chioma di un albero)

Frascati per i bambini, le ville Tuscolane


I castelli romani sono da sempre una destinazione prediletta dai bambini di Roma. Oggi ci andiamo con Piccolè solo una volta ogni tanto, ma negli anni 50 il trisavolo della bambina - il nonno di mia mamma - ci portava la famiglia tutte le domeniche. Caricava la macchina all'inverosimile di figli e nipoti e partiva in cerca di aria fresca, buon vino e uno stile di vita più rilassato. Quando non trovava proprio nessuno disposto ad accompagnarlo, ci andava comunque da solo, con una specie di tram tutto sgangherato.


Frascati per i bambini la festa Tocca gli alberi sabato 25 marzo


E' passata una vita, quella tramvia non esiste nemmeno più (e neanche il trisavolo di Piccolè) ma gli ingredienti che rendono perfetta Frascati per una gita con i bambini sono sempre gli stessi. A questi, sabato 25 marzo 2017, si aggiunge la festa Tocca gli alberi della Società italiana di arboricoltuta Sia. I bambini scopriranno negli alberi un "luna park" di tronchi e chiome: 
  • potranno arrampicarsi in cima a un cedro con le corde con dei veri tree climber, i giardinieri che "scalano" gli alberi come se fossero montagne, 
  • si lanceranno si una teleferica tra un cedro e un leccio come dei moderni Tarzan e 
  • potranno mettere alla prova le loro capacità di "piccoli equilibristi" provando a camminare sulle slackline, fettucce tese tra due alberi.
L'iniziativa, che mira a sensibilizzare le famiglie sull'importanza di una corretta cura degli alberi, prevede inoltre, per gli adulti, incontri con arboricoltori come A. ed esperti e lezioni dimostrative. L'appuntamento è a partire dalle 10 a Villa Torlonia, Frascati. Venite con noi, e spargete la voce.


Viaggio in treno con neonato di un mese, ecco come fare

Viaggio in treno con un neonato di un mese, la stazione

La mia amica G. mi chiede se si può fare un viaggio in treno con un neonato di un mese ed inaugura così la nuova rubrica La posta di Calamity (se avete dubbi su viaggi con i bambini scrivete a dangefo@gmail.com e sarò felice di provare ad aiutarvi). In realtà, siccome siamo romane, G. mi domanda se è troppo 'na "pezza" partire in treno con un bambino di un mese, che sarebbe a dire se è troppo faticoso, stancante. Lei ha già un bambino più grande, di tre anni, che andrebbe con loro per una festa di famiglia in montagna in Veneto, dovrebbero star via per tre giorni

Il mio verdetto, nonostante l'amore per i treni, è abbastanza inesorabile: sì, è 'na pezza. Questo però non significa che non si possa fare. Per esempio, gli eroici testimoni di nozze sono venuti al nostro matrimonio a Roma da Chiavenna in treno con una bambina di appena due settimane e il fratellino di un anno e mezzo (e noi li amiamo ancora di più per questo). Credo che sia stato il viaggio più stancante della loro vita, e parlo di due persone che si sono attraversate a piedi un pezzo della Patagonia.


10 consigli di sopravvivenza per un viaggio in treno con un neonato


Ladri di bambole (di due anni)

Bimba di 2 anni e la sua bambola preferita

Tutto è cominciato con il furto di una bambolina all'asilo nido. E' finito con un'indagine internazionale e ricerche a tappeto tra Roma e Berlino. Ora che ha due anni, Piccolè ha una passione per le bambole: ognuna che vede, deve essere sua. Al nido, poi, la bambina si era così attaccata a un bambolotto che era lì a disposizione per giocare, che le maestre glielo hanno fatto portare a casa.

Era un bambolotto lurido, che aveva perso i pantaloni, lasciando in vista la federa lisa della sua imbottitura: il più brutto che avessi mai visto. Piccolè lo aveva adottato come se fosse stato un bambino vero, lo cullava, coccolava, cambiava, nutriva, gli cantava canzoni e aveva deciso che non poteva dormire senza di lui. Quando le maestre hanno chiesto di riportarlo a scuola, la bimba ha iniziato a fare finta di obbedire. Si svegliava al mattino, lo portava al nido, ma ogni giorno riusciva in qualche modo a riportarselo indietro.

L'ultimatum


Questa storia è andata avanti finchè un giorno Piccolè non ha aggredito una bambina che aveva osato prendere la "sua" bambola, in un momento in cui lei non ci giocava. A quel punto le maestre hanno detto che bisognava darci un taglio, il bambolotto era di tutti, Piccolè lo avrebbe potuto portare a casa per l'ultimo finesettimana, e poi lo avrebbe dovuto lasciare al nido. Il giorno dopo era sparito.

L'8 marzo delle bambine: il rosa puzza (ma possiamo difenderci)

Prodotti per bambine: la pasta delle principesse



Cinque principesse ammiccano dagli scaffali del supermercato in una nuvola rosa scintillante. Mi guardano con i loro sorrisi seducenti, sanno che non posso resistere. Maledetta offerta speciale! Lo sconto del 30% sulla Pasta Princess, che di solito costa come il caviale (del resto è un pasto “regale"), mi costringe a prendere uno, due, tre pacchi e metterli nel carrello. Anche oggi che non c’è Piccolè a chiederla a gran voce, la pasta “da femmina” finisce nella mia spesa. Invece di penne o fusilli, nel piatto la mia bambina troverà una pasta a forma di scarpette col tacco, vestiti da ballo, fiori e castelli.


Perdersi alle isole Galapagos, un paradiso disegnato dalla Disney

Sposo in viaggio di nozze alle isole Galapagos


Ho voglia di storie felici, torno con la mente alla nostra luna di miele in Ecuador, tre anni fa. Era tanta l'emozione di essere in viaggio di nozze alle Isole Galapagos che, appena arrivati, io e A. abbiamo sbagliato porto, cittadina e persino isola. Dovevamo trovare la barca con cui, per otto giorni, avremmo navigato tra leoni marini, iguane, tartarughe giganti, pinguini, sule dai piedi azzurri sulle orme di Darwin, in un paradiso naturale che sembrava uscito dalla fantasia di Walt Disney.


Blue-foot boogie delle isole Galapagos

Samba di Carnevale a villa Pamphilj


Ci voleva una festa grandiosa ed in effetti il Carnevilla del Flauto Magico lo è stata. Ecco come è andato il Carnevale di Villa Pamphilj 2017 a Roma tra samba, carri, dragoni... e persino un elefante.

Bimbi gratis: miti e realtà dietro le offerte per i bambini in viaggio

Bambina che viaggia gratis in aereo

Quindici amici, tra adulti e bambini, decisi a conquistare il Firenze Rocks Festival. Il piano prevedeva accampamento in campeggio e concerti, ma appena presi i biglietti per Eddie Vedder per il 24 giugno per i "grandi", abbiamo scoperto* che i bambini con più di quattro anni avrebbero dovuto pagare il prezzo pieno: 69 euro più tasse varie. Per un bimbo di quattro-cinque anni, e per un posto in piedi sull'erba di un ippodromo, non per un palco d'onore alla Scala. Roba da matti.

Così portare i bambini in giro diventa complicatissimo. Nell'attesa di decidere se andare tutti insieme comunque o lasciare i piccoli ai nonni, mi sono messa a pensare a quante volte i bimbi si trovano a pagare anche quello che viene pubblicizzato come gratuito e a quante volte le offerte speciali a loro dedicate si rivelano un bluff.


Voli gratis per bambini sotto i 2 anni

Il caso dei biglietti aerei è lampante. Il mito vuole che i bimbi di meno di 24 mesi viaggino senza pagare, ma non è esattamente così. Di solito hanno diritto a una tariffa speciale, però devono stare in braccio a un adulto e non hanno a disposizione un posto per loro. Gli sconti possono raggiungere il 90% in alcuni casi, come quello di Etihad (con cui noi abbiamo volato benissimo) ma dipende dalle politiche aziendali, per cui bisogna fare molta attenzione al momento di prenotare l'aereo. Il portale per la ricerca di voli Skyscanner fa un elenco delle tariffe infant delle principali compagnie. 

Solo in alcuni voli intercontinentali sono disponibili delle culle per i bambini sotto i 10 chili di peso; in tutti gli altri casi, se si vuole evitare di tenere il bambino in braccio per ore, bisogna portare un seggiolino per auto omologato anche per l'aereo e prenotare un altro posto con una tariffa meno conveniente. In alcuni casi, ci sono tariffe speciali anche per i bambini di 2-11 anni, ma gli sconti sono molto ridotti, tra il 10 e il 30%.


Treni gratis per i bambini sotto i 4 anni

Per i viaggi in treno con Trenitalia il discorso è un po' diverso. Infatti i bambini sotto i quattro anni di età non hanno bisogno del biglietto e possono salire sul treno accompagnati da un adulto pagante e viaggiare completamente gratis. Anche in questo caso, però, i bimbi non hanno diritto a un posto a sedere e, se il treno è al completo, devono viaggiare in braccio ai genitori

  • Si può decidere di prenotare un posto per loro, comprando un biglietto speciale che ha una tariffa dimezzata rispetto a quella base.
  • In alternativa si può scegliere l'offerta Bimbi gratis che consente ai ragazzi fino a 15 anni di prenotare un posto senza pagare se sono accompagnati da almeno un adulto con biglietto a tariffa piena. 
  • La mia esperienza mostra però che di solito, prenotando con uno o due mesi di anticipo, si trovano offerte speciali non destinate in modo particolare ai bambini che sono più convenienti di queste.

Voglio dedicare due righe anche a Italo, anche se non ci ho mai viaggiato. Da una parte, mio papà è un ex ferroviere e lo avrebbe preso come un tradimento, dall'altra parte ormai sono brava a trovare le offerte su Trenitalia e, quando ho cercato anche su Ntv, mi ha proposto sempre tariffe uguali o più alte. Ho però degli amici che sono fan affezionati di Italo e mi dicono che ha promozioni speciali interessanti. In generale:
  •  I bambini tra 0 e 30 mesi possono viaggiare gratis senza posto assegnato in braccio a un adulto, mentre 
  • Per quelli più grandi (sotto i 14 anni) c'è l'Offerta famiglia che prevede un biglietto gratuito per il ragazzo se accompagnato da un adulto che paga la tariffa Flex. Questa offerta non si applica la domenica.


Autonoleggio e taxi con bambini piccoli

Destreggiarsi tra le offerte e le promozioni per i bambini, in effetti, può essere complicato. Anche nel caso dei taxi, dove i bambini piccoli possono viaggiare senza seggiolino, può essere richiesto un sovrapprezzo per il bagaglio se c'è la necessità di trasportare un passeggino o una carrozzina. 

Invece, nel caso di auto a noleggio è necessario un seggiolino auto il bimbo. Questo spesso può essere un problema perché le agenzie hanno pochi seggiolini, spesso in pessimo stato e in molti casi cercano di farseli pagare tantissimo (in un caso ci hanno chiesto 25 euro di noleggio al giorno solo per il seggiolino). La cosa migliore, quando possibile, è portarsi il proprio ovetto o seggiolino per auto. Nei viaggi in aereo, di solito, si può imbarcare gratuitamente come accessorio per il bambino. La maggior parte dei voli prevede, infatti, la possibilità di avere in stiva per il bebè un passeggino più un altro articolo (come un lettino da campeggio per esempio). Se il seggiolino è omologato anche per l'aereo, inoltre, può essere portato a bordo e usato dal bambino durante il volo.



* L'informazione sulla necessità di comprare i biglietti per il Firenze Rocks Festival anche per i bambini sopra i quattro anni è arrivata dal call center di Ticketone, chiamato appositamente. Giorni dopo abbiamo provato a chiedere anche agli organizzatori del festival, che hanno giurato che l'ingresso sarebbe stato gratuito "almeno fino ai 6 anni". Purtroppo solo a giugno scopriremo quale delle due versioni è quella corretta. Incrociamo le dita.

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Non è mai troppo presto per sognare il weekend


Non è buon segno quando la settimana inizia cercando il mascara waterproof lunedì mattina perché sai che potresti piangere  e vuoi almeno evitare di finire con gli occhi da panda.

Quando martedì vorresti solo dormire ma finisci a seguire per lavoro la protesta dei tassisti tra bombe carta, cariche della polizia, fumogeni e saluti a braccia teso.

Quando mercoledì c'è lo sciopero dei mezzi pubblici, ma devi comunque scapicollarti senza auto dall'altro capo della città.

Quando giovedì provi a comprare una normalissima crema per il viso colorata tonalità 'Natural' e la commessa ti fa acida: "Guarda che quella è troppo scura per te, ti ci vuole questa color butter cream". (Come dire, chi non vorrebbe una pelle color burro? E io non le avevo nemmeno chiesto un consiglio).

Taxi, la protesta a Porta Pia

Diversamente romantici - luna di miele in Ecuador

Nariz del Diablo

"Corazones solitarios. Gentiluomo educato, professionale, di Quito. Mi piacerebbe incontrare la mia anima gemella".
"Questo annuncio è per te, mia signora. Sono un uomo fedele, simpatico, tenero, romantico, con un grande cuore".
"Cerco donne tra 29 e 45 anni".

Quito

Era il primo giorno del viaggio in nozze, nel dicembre del 2013, e per ambientarci in Ecuador avevamo iniziato con una tazza di caffè e uno sguardo ai giornali locali. Ci siamo imbattuti così nella rubrica sentimentale Corazones solitarios. Mi è tornata in mente oggi pensando a quanti modi ci sono per essere innamorati e cercare l'amore, più romantico, più pragmatico, più cavalleresco, più moderno.

Il circuito di Quilotoa


Allora, presi dalla luna di miele e dal fascino coloniale di Quito, vedevamo l'amore dappertutto (ancora non c'era Piccolé a boicottare i nostri slanci di romanticismo). Rileggo il diario di viaggio e mi sento di nuovo lì tra le canzoni strappalacrime sparate a tutto volume sugli autobus, la coppia di anziani in vestiti tradizionali che passeggiava per mano mangiando un gelato rosa confetto, i ragazzetti con il cappello di Babbo Natale che si baciavano in piazza. E poi noi sposini, sistemati in una mansarda in legno all'ultimo piano dell'hotel San Francisco, tra i tetti della città vecchia e le cime innevate che li sfioravano.

La Crisi del Carnevale - quale maschera per la pupa

Travestimenti per una bambina di due anni

Il Carnevale 2017 è in arrivo e la ricerca di una maschera per Piccolé scatena una guerra interiore tra Calamity-pigra, Calamity-creativa, Calamity-ansia, Calamity-vanitosa, Calamity-femminista e altre due o tre Calamity che ho dentro di me. La schizofrenia è una delle mie "doti" più evidenti. A volte mi sembra che conviva nella mia testa un intero villaggio dei Puffi.
Il punto è che la pupa, a due anni, non ne vuole sapere di scegliere da che cosa mascherarsi. Carnevale si avvicina e lei mostra zero interesse per l'argomento.


Calamity-pigra esulta: Perfetto, c'è la maschera da topolino che avevamo fatto ad Halloween. E' fichissima e la possiamo riciclare senza problemi.

Calamity-ansia si mette subito di traverso: Ma se poi vede le amichette tutte pizzi e merletti con vestiti da principesse non è che rimane traumatizzata a vita: loro principesse, io un ratto?

Calamity-femminista sbotta: No! La maschera da principessina a due anni, no. Non ci pensare nemmeno. Un giorno, se la vorrà lei, forse vedremo. Ma proporgliela addirittura noi, impossibile!

Calamity-creativa coglie la palla al balzo: Allora inventiamocela una maschera. Una maschera allegra e colorata con cui scatenarsi e giocare, che non tema il confronto con le principesse.

Calamity-indecision, come al solito, ha l'ultima parola: Basta! La bambina avrà la maschera di Carnevale da topo (che davvero è troppo carina). Più una maschera autoprodotta da Pippi Calzelunghe con tanto di scarpe giganti, trecce di lana arancioni e cavallo. Più una specie di maschera da principessa-fatina (se Piccolé alla fine scoprirà che proprio non può vivere senza) mettendo insieme un vestito da cerimonia ereditato dalle cuginette alle ali da bruco-farfalla che aveva usato l'anno scorso. Forse così, anche questa volta, ne usciremo vive.

Travestimento da Topolino

ps Le trecce di lana per la maschera di Pippi Calzelunghe, fatte con l'aiuto della Nonna Nordica, sono venute benissimo nonostante la mia celebre imbranataggine. Qui si può vedere come le abbiamo realizzate nel mio primo Tutorial a prova di pecioni Trecce di Pippi fai-da-te. Ora siamo pronti per i festeggiamenti. In particolare io non vedo l'ora di cimentarmi nella caccia al tesoro in maschera per adulti e bambini a villa Pamphili domenica 26 febbraio (appuntamento al teatro di Villa Pamphili, a Roma, il 26/2 alle 11, qui tutte le info Il Carnevale di villa Pamphili). Ora però, risolto il problema di come vestire Piccolé sorge un dubbio: e IO come mi maschero?

Parrucca bimba fatta in casa

Amici immaginari disgustosi- Cenerentola de noartri

Amici immaginari - il topolino

Interno notte, Calamity e Piccolè leggono il libro della buona notte.
- Guarda mamma, un topolino. (Indica un ratto, in un angolo dell'illustrazione)
- E' vero, non l'avevo visto.
- E anche qui, sotto al letto, c'è un topo.
- Come un topo? Un topo VERO?
- Si un topo grande verissimo.
- Un topo vero? Sei sicura? E mangia i biscotti che nascondi lì sotto?
- Sì mangia i biscotti e il pane. Ma non ta paura, mamma. E' timpatico. E' mio 'mico.
(Per un secondo non so se crederle. Casa nostra non brilla sempre per igiene e pulizia, ma addirittura un topo, in camera della bambina poi!).
- Un topo grande? E di che colore è?
- E' grandizzimo. E' blu, un po' verde, un po' rosso, un po' giallo e anche un po' nero.
Solo a questo punto tiro un sospiro di sollievo. Certo che se lo è scelto proprio schifoso l'amico immaginario, un ratto color arcobaleno. E non ha ancora visto Cenerentola!

ps Per decifrare il linguaggio di Piccolè in questo periodo c'è una regola fondamentale: le consonanti difficili vengono sostituite tutte dalla T. Faccio un esempio: "le tantofole di nonna Tarla sono totto il letto" sarebbe "le pantofole di nonna Carla sono sotto il letto", più chiaro di così...

* L'immagine viene da "Il soldatino di piombo" nel libro Le fiabe più belle Pop up di Dami editore. La passione delle ultime settimane.

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Puzzle e altre (terribili) prove di abilità

Kid's hands and parrot


Un pezzo, poi l'altro, poi l'altro ancora. Piccolé se li rigira tra le mani. La testa di un pappagallino verde, il corpo, le ali. E poi trova l'incastro giusto. Io applaudo, do un bacio alla bambina e, all'improvviso, mi rendo conto di quanto mi senta sollevata. Come se avessi davvero pensato che quel puzzle di tre pezzi, per bambini di 12 mesi o più, non sarebbe riuscita a farlo mai. Passava il tempo, 15 mesi, 18, 24 e Piccolé continuava a non capire come ricostruire l'uccellino.

Toddler's wood puzzle


La bimba, in qualsiasi altra attività, dava prova di una mente sveglia e curiosa, ma il puzzle le sfuggiva. Ne avevo comprati altri, non li guardava nemmeno. La mia preoccupazione è arrivata al culmine quando, al museo di Ellis Island, a New York, ho visto il test che, a fine 800, facevano fare agli immigrati che sbarcavano dai piroscafi per capire se fossero troppo stupidi per essere ammessi negli Stati Uniti: una specie di puzzle di legno.

Splatter - dell'indistruttibilità della madre o l'ultimo supereroe

Mamma Ko


C'è stata quella volta che mi sono fatta un taglietto sul dito, a colazione, prima di prepararmi con Piccolé e di andare a scuola e a lavoro. Non era niente, ma dal polpastrello continuava a uscire sangue e noi eravamo in ritardo. Ho provato a tamponare la ferita con un po' di scottex, buttarci sopra dell'acqua ossigenata, arginarla con un cerotto e intanto togliere pigiamini e pannoloni, cantare canzoni, lavare denti e musetti, infilare calzini e scarpe. Si è fatto tardissimo, ho fatto un giro rapido per casa a pulire le macchie di sangue ma quando siamo rientrati con A. alla sera, sembrava fosse la scena di un crimine: tracce sanguinolente in cucina, sul pavimento del bagno e nel lavandino, sulla porta dell'armadio in cameretta.

La scuola nel bosco - pericolo cinghiali



scuola materna Leopardi

Ritorno alla scuola dove sono andata da piccola. Più di 20 anni passano in un secondo: le aule semi-nascoste nel bosco (un tempo ricoperte di amianto), i pini a perdita d'occhio (fino a coprire le antenne che sparavano onde elettromagnetiche a tutto spiano), i muretti di pietra su cui arrampicarsi, rincorrersi (e sfracellarsi), la terra polverosa con cui fare la "caccamolla" da tirarsi in terribili guerre tra bande. 


La scuola è diventata ancora più selvaggia, da quando sono andata via. Un tempo il pericolo peggiore erano le processionarie, che da bambini temevamo come branchi di lupi selvatici. Ora le belve sembrano arrivate davvero: "è stata segnalata la presenza di cinghiali" si legge in un cartello sul cancello della scuola che invita a non avvicinare o dar mangiare agli animali. E' davvero un posto pazzesco, nel bene e nel male.

Il bottino. Un portafoglio svuotato e l'indiziata numero 1

Il salvadanaio segreto della bimba

Arrivo alla cassa del supermercato e il mio portafoglio è vuoto. Non ci sono soldi, documenti, tessere varie né carte di credito. All'inizio penso a un ladro in palestra, perché ho il vizio di lasciare l'armadietto aperto. Abbandono il carrello vicino al mio cassiere preferito: - Nun te preoccupà, basta che prima o poi torni a pagare. Tanto qua è già il delirio. Dice che nei prossimi giorni nevica e si è scatenato il bordello. Una signora n'artro po' e me se comprava pure a me! - 

Voglia di neve

Neve nella campagna laziale 

Quest'anno ho voglia di neve. Tanta voglia di neve. Così quando la prima notte che abbiamo passato in campagna, nel viterbese, si è affacciato qualche piccolo fiocco, mi sono fatta prendere dall'entusiasmo. Quando poi al mattino abbiamo scoperto un velo bianco che copriva qui e là il prato e i campi non ho più resistito. Sono scappata fuori per giocare con Piccolé, che non aveva mai visto "la neve". Sono rientrata in casa un secondo dopo, mezza assiderata. Faceva troppo freddo per stare all'aperto. 

Non mi sono arresa e ho caricato tutta la famiglia in macchina puntando sul negozio sportivo più vicino. Ne sono uscita con guanti, cappello e tuta da sci per Piccolé e persino un piccolo slittino. Avremmo giocato con la neve a tutti i costi.

Allo specchio




Il papà apre la porta di casa. Piccolé, con il tono ammiccante di uno spacciatore gli fa: "Fai pipì, papà? Bella cacca? Vuoj?".

Poi mi porta una coperta e mi fa mettere a nanna. Con voce melensa mi dice: "Brava mamma, fai ninna". Un secondo di orologio dopo è tutta arrabbiata: "NANNA SUPPITO! SHHHH". Non ha finito di dirlo, che sorride di nuovo e mi manda un bacio della buona notte.