Giochiamo a partire, il viaggio è una malattia che si prende da piccoli

Sulla strada di Kerouac per una bambina di due anni


Il gioco preferito di Piccolè adesso è "partiamo". Prende il suo trolley giallo, ci infila dentro qualche maglietta tutta ammassata, due o tre libri e la bambola Lalla e inizia a correre per casa. Se lo è inventato da sola e lo fa in continuazione.
"Dobbiamo andare a Newyokk, veni! Veni mamma!" chiama. Ogni tanto prende l'aereo volando sul lettone. A volte porta con sé il cavallo arancione Zietto. "Non possiamo fermarci adesso? Siamo arrivate?", le chiedo dopo un po'. "No dobbiamo PAT-TI-RE! Non pottiamo femmacci mai". Sembra "Sulla strada" di Kerouac... e ha solo due anni. Per chi dice che per i bambini piccoli è meglio non viaggiare, Piccolè partirebbe ogni giorno.
– Sal, dobbiamo andare e non fermarci mai finché non arriviamo.
– Per andare dove, amico.
– Non lo so, ma dobbiamo andare. 

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A proposito di New York, puoi leggere anche Viaggio a Ny con gli occhi di una bimba di 2 anni.

Che bella Frascati con i bambini (dalla chioma di un albero)

Frascati per i bambini, le ville Tuscolane


I castelli romani sono da sempre una destinazione prediletta dai bambini di Roma. Oggi ci andiamo con Piccolè solo una volta ogni tanto, ma negli anni 50 il trisavolo della bambina - il nonno di mia mamma - ci portava la famiglia tutte le domeniche. Caricava la macchina all'inverosimile di figli e nipoti e partiva in cerca di aria fresca, buon vino e uno stile di vita più rilassato. Quando non trovava proprio nessuno disposto ad accompagnarlo, ci andava comunque da solo, con una specie di tram tutto sgangherato.


Frascati per i bambini la festa Tocca gli alberi sabato 25 marzo


E' passata una vita, quella tramvia non esiste nemmeno più (e neanche il trisavolo di Piccolè) ma gli ingredienti che rendono perfetta Frascati per una gita con i bambini sono sempre gli stessi. A questi, sabato 25 marzo 2017, si aggiunge la festa Tocca gli alberi della Società italiana di arboricoltuta Sia. I bambini scopriranno negli alberi un "luna park" di tronchi e chiome: 
  • potranno arrampicarsi in cima a un cedro con le corde con dei veri tree climber, i giardinieri che "scalano" gli alberi come se fossero montagne, 
  • si lanceranno si una teleferica tra un cedro e un leccio come dei moderni Tarzan e 
  • potranno mettere alla prova le loro capacità di "piccoli equilibristi" provando a camminare sulle slackline, fettucce tese tra due alberi.
L'iniziativa, che mira a sensibilizzare le famiglie sull'importanza di una corretta cura degli alberi, prevede inoltre, per gli adulti, incontri con arboricoltori come A. ed esperti e lezioni dimostrative. L'appuntamento è a partire dalle 10 a Villa Torlonia, Frascati. Venite con noi, e spargete la voce.


Viaggio in treno con neonato di un mese, ecco come fare

Viaggio in treno con un neonato di un mese, la stazione

La mia amica G. mi chiede se si può fare un viaggio in treno con un neonato di un mese ed inaugura così la nuova rubrica La posta di Calamity (se avete dubbi su viaggi con i bambini scrivete a dangefo@gmail.com e sarò felice di provare ad aiutarvi). In realtà, siccome siamo romane, G. mi domanda se è troppo 'na "pezza" partire in treno con un bambino di un mese, che sarebbe a dire se è troppo faticoso, stancante. Lei ha già un bambino più grande, di tre anni, che andrebbe con loro per una festa di famiglia in montagna in Veneto, dovrebbero star via per tre giorni

Il mio verdetto, nonostante l'amore per i treni, è abbastanza inesorabile: sì, è 'na pezza. Questo però non significa che non si possa fare. Per esempio, gli eroici testimoni di nozze sono venuti al nostro matrimonio a Roma da Chiavenna in treno con una bambina di appena due settimane e il fratellino di un anno e mezzo (e noi li amiamo ancora di più per questo). Credo che sia stato il viaggio più stancante della loro vita, e parlo di due persone che si sono attraversate a piedi un pezzo della Patagonia.


10 consigli di sopravvivenza per un viaggio in treno con un neonato


Ladri di bambole (di due anni)

Bimba di 2 anni e la sua bambola preferita

Tutto è cominciato con il furto di una bambolina all'asilo nido. E' finito con un'indagine internazionale e ricerche a tappeto tra Roma e Berlino. Ora che ha due anni, Piccolè ha una passione per le bambole: ognuna che vede, deve essere sua. Al nido, poi, la bambina si era così attaccata a un bambolotto che era lì a disposizione per giocare, che le maestre glielo hanno fatto portare a casa.

Era un bambolotto lurido, che aveva perso i pantaloni, lasciando in vista la federa lisa della sua imbottitura: il più brutto che avessi mai visto. Piccolè lo aveva adottato come se fosse stato un bambino vero, lo cullava, coccolava, cambiava, nutriva, gli cantava canzoni e aveva deciso che non poteva dormire senza di lui. Quando le maestre hanno chiesto di riportarlo a scuola, la bimba ha iniziato a fare finta di obbedire. Si svegliava al mattino, lo portava al nido, ma ogni giorno riusciva in qualche modo a riportarselo indietro.

L'ultimatum


Questa storia è andata avanti finchè un giorno Piccolè non ha aggredito una bambina che aveva osato prendere la "sua" bambola, in un momento in cui lei non ci giocava. A quel punto le maestre hanno detto che bisognava darci un taglio, il bambolotto era di tutti, Piccolè lo avrebbe potuto portare a casa per l'ultimo finesettimana, e poi lo avrebbe dovuto lasciare al nido. Il giorno dopo era sparito.

L'8 marzo delle bambine: il rosa puzza (ma possiamo difenderci)

Prodotti per bambine: la pasta delle principesse



Cinque principesse ammiccano dagli scaffali del supermercato in una nuvola rosa scintillante. Mi guardano con i loro sorrisi seducenti, sanno che non posso resistere. Maledetta offerta speciale! Lo sconto del 30% sulla Pasta Princess, che di solito costa come il caviale (del resto è un pasto “regale"), mi costringe a prendere uno, due, tre pacchi e metterli nel carrello. Anche oggi che non c’è Piccolè a chiederla a gran voce, la pasta “da femmina” finisce nella mia spesa. Invece di penne o fusilli, nel piatto la mia bambina troverà una pasta a forma di scarpette col tacco, vestiti da ballo, fiori e castelli.


Perdersi alle isole Galapagos, un paradiso disegnato dalla Disney

Sposo in viaggio di nozze alle isole Galapagos


Ho voglia di storie felici, torno con la mente alla nostra luna di miele in Ecuador, tre anni fa. Era tanta l'emozione di essere in viaggio di nozze alle Isole Galapagos che, appena arrivati, io e A. abbiamo sbagliato porto, cittadina e persino isola. Dovevamo trovare la barca con cui, per otto giorni, avremmo navigato tra leoni marini, iguane, tartarughe giganti, pinguini, sule dai piedi azzurri sulle orme di Darwin, in un paradiso naturale che sembrava uscito dalla fantasia di Walt Disney.


Blue-foot boogie delle isole Galapagos